I play-off visti da chi li ha già vissuti

Domani iniziano i play-off di Serie B Dilettanti. Tra i giocatori della Virauto Catania, c’è chi li ha già affrontati: ecco le esperienze di Consoli, Trevisan, De Gregori e Rolando.

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INFORTUNATO. Marco Consoli, 24 anni, attualmente infortunato, l’unico catanese in rosa ad aver fatto i play-off di B con una squadra catanese [Basket Catanese].

Risale a cinque anni fa l’ultima partecipazione di una squadra catanese ai play-off di Serie B. La Virtus Catania aveva acquistato il titolo del Nuovo Palermo e aveva improntato una squadra che avrebbe dovuto dominare il campionato. «Arrivammo ottavi – ricorda Marco Consoli – e incontrammo il Matera, che avevamo battuto in campionato. Perdemmo di 22 a Matera e in casa rimanemmo tutta la partita in vantaggio, ma all’ultimo secondo Basanisi mise una bomba e vinsero di uno o due. Eravamo molto più forti rispetto a tutte le squadre che c’erano quell’anno e avremmo potuto fare sicuramente di più.» Consoli è l’unico reduce da quel gruppo che gioca ancora in Serie B a Catania, anche se con un’altra società, la Pallacanestro Catania. «Quello era il mio primo anno in questa categoria, che però ho visto dal profondo della panchina… Ora vorrei giocare perché mi sento bene dopo l’infortunio e l’intervento. Lunedì saprò quando potrò tornare: spero che supereremo il primo turno e che giocherò già in semifinale.»

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EX CANICATTI’. Matas De Gregori, 24 anni, ha disputato i play-off lo scorso anno con Canicatt contro Ostuni [Basket Catanese].

Nel roster della Pallacanestro Catania ci sono tre giocatori che hanno giocato i play-off, da protagonisti, appena un anno fa. In rigoroso ordine di classifica, Matías De Gregori del Canicattì, Marco Rolando del Bernalda e Sandro Trevisan del Palermo sfidarono le prime tre del girone, Molfetta, Ruvo e Ostuni. Solo i primi due giunsero a gara-3, già un ottimo risultato per gli obiettivi della squadra. «L’obiettivo era la salvezza e nessuno dava due lire per noi – spiega De Gregori –, quindi è stata una bella esperienza. Dopo aver vinto gara-1 in casa, loro si sono spaventati, ma avevano Avenia e Morena che hanno fatto la differenza. In gara-2 stavamo per farcela, eravamo +6 a un minuto dalla fine, ma ci è mancata l’esperienza e, pur giocando alla pari come carattere, loro hanno pareggiato e vinto al supplementare; alla fine, in gara-3 ci hanno eliminato.»

«Bernalda era una neopromossa e non aveva mai vinto una partita ai play-off – racconta Rolando –. Già aver ottenuto un successo di venti punti in gara-1 è stato clamoroso. A Ruvo di Puglia, in gara-2 abbiamo perso di venti e in una combattuta gara-3 siamo stati pari fino alla fine ma hanno vinto loro di 5.» La storia di Trevisan assomiglia a quella di De Gregori: «Dovevamo salvarci, era una squadra giovane sulla quale bisognava lavorare parecchio. L’obiettivo già stato raggiunto con l’ultima posizione valida per i play-off, la valorizzazione dei giovani e l’aver dato credibilità ad una formazione all’inizio considerata poca cosa. Contro la capolista Molfetta, in gara-2 siamo andati sopra di 11, ma non ci abbiamo creduto abbastanza. È acqua passata.»

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EX BERNALDA. Nel 2007-08, Marco Rolando, 34 anni, ha raggiunto gara-3 con Bernalda contro Ruvo di Puglia [Basket Catanese].

Secondo Giovanni Putignano, il livello è più alto. «Per me è rimasto uguale – dice Trevisan –, ma penso ci sia un equilibrio maggiore. Rispetto allo scorso anno, c’è più equilibrio tra tutte le partecipanti ai play-off. In classifica, la quinta aveva dato dieci punti di distacco alla sesta; quest’anno non c’è questo divario.» De Gregori non è d’accordo: «Le squadre sono molto più forti e ci saranno degli scontri tosti ai play-off. Noi e Agrigento siamo stati le vere sorprese e sarà una bella sfida.»

E come si sentono i tre protagonisti, soprattutto rispetto allo scorso anno? «L’anno scorso avevo un ruolo diverso – puntualizza Matías –, oggi ho molta più responsabilità. Sto bene fisicamente, anche se sono un po’ stanco dopo aver giocato tanto e per sette mesi. Ma non è una scusa!» Sulla stessa linea è Marco: «Lo scorso anno avevo giocato tanto, ma ero utilizzato in modo diverso: mi occupavo di più di rimbalzi, stoppate e blocchi, meno della fase realizzativa. Quest’anno sto meglio, anche se ho finito l’ultima partita stanco proprio per l’impegno che ho messo durante tutta la stagione. In queste settimane di preparazione ho recuperato l’energia e domani sarà il campo a dire come andrà!» Sandro, invece, viene da una situazione un po’ differente: «La scorsa stagione rientravo da un intervento al crociato ed è stato un anno di transizione, ho lavorato per riprendere forma e fiducia. Sono arrivato ai play-off finito, distrutto. Qui sto dando un apporto maggiore, soprattutto perché faccio meno fatica a stare in campo e ho un anno alle spalle che mi è servito a tornare in piena forma fisica e mentale. Nel finale, sono stato fuori due mesi per l’infortunio al polso, ma mi sono allenato e mi sono anche riposato dalle partite.»

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EX PALERMO. Il capitano Sandro Trevisan, 35 anni, ha disputato i play-off contro Molfetta con la maglia dell’Ares Palermo [Basket Catanese].

E come vedono la squadra? «È stata una sorpresa, una squadra in crescita continua – continua Sandro –, dal punto di vista globale e individuale. In genere crescono solo i giovani, come hanno fatto Saccà e De Luca, ma da noi ci sono riusciti anche i grandi. Abbiamo preso fiducia e aver raggiunto l’obiettivo ed essere soddisfatti di questo non ci ha dato né appagamento né ansia da prestazioni. Abbiamo giocato con una grande tranquillità che ci è servita a rendere meglio. Ora non vogliamo andare a casa, vogliamo andare il più in là possibile e bisogna crederci.» Anche Matías non teme l’appagamento: «Ci siamo rilassati dopo l’ultima giornata, però abbiamo già messo la testa ai play-off e ci siamo allenati bene per il nostro obiettivo, che, dopo aver raggiunto la salvezza, è di passare il turno. Quello che verrà poi può solo farci contenti.» E Marco conclude lanciando la sfida: «Tutta la squadra è motivata. Abbiamo ottenuto un terzo posto insperato ad inizio anno ma meritato. Abbiamo speso molte energie per ottenere questo risultato e non abbiamo intenzione di andare ora in vacanza. Minimo vogliamo passare il primo turno! Intanto confermiamo la leadership in Sicilia e poi tenteremo il tutto per tutto in semifinale.»

Roberto Quartarone

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