Piazza Nettuno: si torna a giocare

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Oggi è arrivata la rivincita per chi, passando spesso da piazza Nettuno, ha gettato tante volte un malinconico sguardo ai tabelloni malconci e senza anelli: il playground è stato inaugurato, ridipinto e dotato di nuovi tabelloni e anelli.

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CANESTRO. La Pallacanestro Catania presenta… il playground di piazza Nettuno [Basket Catanese].

Il sindaco Raffaele Stancanelli ci scherza su: «I colori rosso e azzurro sono stati scelti a caso, eh?» È stato il comune a dare l’autorizzazione a procedere alla Pallacanestro Catania e alla Dusty, che hanno pagato di tasca loro la ristrutturazione. Il tutto è nell’ambito una nuova regolamentazione che permette di effettuare questi lavori di riqualificazione attraverso le sponsorizzazioni, senza spendere denaro pubblico. L’ideatore della normativa è stato l’assessore Antonio Scalia.

Alle televisioni, Stancanelli spiega: «È un intervento importante anche se non è niente di eclatante: è la normalità. I giovani così possono avere uno spazio in riva al mare per giocare.» In conferenza stampa continua: «È una bella iniziativa per il metodo, per la sinergia tra pubblico e privato. Le difficoltà di Catania possono essere superate con piccoli passi e con la normalità cerchiamo di recuperare il rapporto con la città.» E Scalia prosegue sottolineando come sia stata importante la sponsorizzazione per questo lavoro e per gli altri che verranno.

Quali? Risponde Massimiliano Puleo, il responsabile marketing della Pall. Catania: «I campi di Nesima e Librino, mi augurerei; ma anche il canestro di Vulcania.» E di tutti questi progetti è soddisfatto il comune? «Certamente» replica Scalia.

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IDEA! Pippo Vittorio, che con Enzo Molino e Nino Vergani apr il playground negli anni novanta [Basket Catanese].

Puleo, in conferenza stampa, spiega meglio. «Ci siamo trovati subito, c’è un’assoluta efficienza. La settimana scorsa è arrivata l’autorizzazione e una squadra di pittori s’è messa al lavoro. In questi giorni sono passati decine di ragazzi con il pallone sotto braccio, desiderosi di giocare; ci affideremo alla loro responsabilità e a quella di tutti per mantenere il campo. In ogni caso, per un biennio noi e la Dusty abbiamo un impegno reciproco per il mantenimento del campo.» Lo stesso sindaco chiede cosa si debba fare per mantenerlo. «Soprattutto bisogna fare attenzione agli anelli, abbiamo già comprato un’altra coppia di canestri rinforzata, con retine metalliche.» È sempre il sindaco a chiedere delle attività che si organizzeranno in piazza Nettuno. «Domani alle 9.45 ci sarà una seconda inaugurazione con i ragazzi del ’94-95 che giocheranno. Poi sarà riservato all’iniziativa privata, ma come società, con la FIP, organizzeremo qualcosa.»

Il messaggio sociale è sempre presente. Sulle transenne ci sono gli slogan della Dusty che abbiamo già conosciuto durante la stagione. «I messaggi cambieranno nel tempo – prosegue Puleo –. Inoltre ci saranno i cestini per la raccolta differenziata.» «Ci vorrebbe uno slogan del tipo “questo campo è anche il tuo…”» interviene Scalia, raccogliendo l’approvazione di tutti. C’è un ultimo spazio per una considerazione dell’operato del comune: «Stiamo mettendo il luce delle professionalità che non erano state valorizzate – afferma il sindaco –. Attraverso la macrostruttura che stiamo creando riusciamo a dare più motivazioni e gratificazioni a chi lavora. Questo serve da esempio a chi ha avuto gratificazioni non correlate all’attività che si svolgevano; ora qualcuno si sta agitando perché l’amministrazione sta togliendo dei privilegi a chi non li merita.» «…Cioè si introduce la cultura del merito» conclude Scalia.

 

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AUTORITA’. Le autorit intervenute all’inaugurazione [Basket Catanese].

Non si può non fare un riferimento alle menti che hanno concepito il playground di piazza Nettuno. A metà degli anni novanta, la Grifone di Enzo Molino ideava questo strumento di diffusione del basket per tutti e lo realizzava grazie a Nino Vergani e Pippo Vittorio. «Mi piace tanto, avrei dato un po’ più di colore ma va benissimo! – esordisce entusiasta Molino – È una bella novità perché si sta dando una mano all’attività sportiva, si sono trovate delle sinergie per poter finanziare il basket attraverso un accordo tra pubblico e privato. Si sta realizzando qualcosa di positivo con lo stesso piglio che avevamo noi. Sicuramente ho avuto un tonfo al cuore, ho visto rinascere un’idea che ai tempi ho partorito insieme ai dirigenti della Grifone; ora spero che si possano rinnovare gli altri playground in giro per la città.»

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SI GIOCA. Il playground viene subito inaugurato [Basket Catanese].

Pippo Vittorio rappresenta la continuità con quella Grifone. La leggenda racconta che questa mattina sia stato lui a montare i canestri (così come aveva fatto quindici anni fa), con Max Puleo che gli teneva la scala. «Alle sette e mezza io e Puleo siamo venuti qui a montare i canestri per evitare che il campo si rovinasse prima dell’inaugurazione: avremmo trovato pallonate sul campo o i canestri rotti…»
Quanto dureranno gli anelli?
«Almeno venti giorni,
ma so che è una speranza che non ha fondamento a Catania.»
È cambiato qualcosa in questi quindici anni?
«Da quando ho disegnato il primo campo credo sia cambiato poco nella mentalità catanese. Oggi c’è un po’ di esperienza in più, il campo è stato fatto bene e penso si cercherà di mantenere le cose che servono alla comunità. Almeno mi auguro che questa speranza non muoia presto.»
C’è un appunto da fare. La notte, giocare a piazza Nettuno è difficile perché la luce è minima. Ma non è stato fatto nulla per l’illuminazione? «Il problema principale è che il comune non ha soldi. Che ci sia l’illuminazione minima è una cosa buona. Se raddrizzeranno il lato economico si troveranno dei fari adatti.» conclude Vittorio.

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FARAGLIONI. La vista da piazza Nettuno [Basket Catanese].

A margine, apriamo una parentesi che potrebbe essere approfondita in futuro. Con l’assessore Scalia parliamo brevemente dei palazzetti. «Stiamo riattivando gli impianti sportivi del PalaNesima e PalaCatania e studieremo con le federazioni di pallavolo e pallacanestro come gestirli al meglio. Sono importanti per portare in Serie A le rispettive squadre.» Ma per ora sono dedicate alla pallavolo… «La nostra pallacanestro ha obiettivi importanti con un progetto serio, ci vorranno sponsor e vogliamo investire insieme. Il 20 giugno sarà deliberato il mutuo per rifare il PalaNesima. A maggio 2010 sarà pronto un palasport bellissimo che finalmente riattiveremo dandolo in gestione ad una federazione.» Quindi potrebbe servire anche per la pallacanestro? «Con un programma di gestione serio, volendoci investire, si può fare.» E i problemi degli impianti minori si stanno affrontando? Al PalaZurria? «Serve per il basket minore, servirà sempre a loro.» E il PalaGalermo verrà riqualificato? «È anomalo, sta in mezzo alle case, ma è una piccola bomboniera lì dentro, è carino, non va riqualificato.» Ma è un po’ abbandonato… «Il PalaGalermo rispetto agli altri impianti è uno di quelli che stanno meglio. Dipende dal progetto che si vuole fare, per la Serie A ci vuole qualcosa di più grande.»

Intanto, Stefano Caltabiano e Orazio Livera inaugurano il rinnovato playground, giocando insieme a Peppe Marchesano arrivato con i figli. Ecco le speranze per il futuro.

 

Roberto Quartarone

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