Francesco Mauceri: prima lo studio, poi il basket

[Catanesi all’estero]

L’ultimo, ma non il meno importante, lo troviamo nel Girone B. Francesco Mauceri, guardia di 196 cm, a breve compirà ventitre anni e da quando ne aveva quindici è lontano da casa.

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REGGIO EMILIA. Francesco Mauceri, 22 anni, subito dopo la conquista dello scudetto under-21  [A.Melioli @ Facebook].

«Ho fatto tutte le giovanili con la Pallacanestro Reggiana – racconta –, fino alla vittoria dello scudetto Under-21 nel 2006-07 in finale sulla Benetton. Quell’anno ho firmato il contratto da professionista e facevo il decimo in Serie A, sono anche entrato alcune volte per qualche minuto. Con la squadra però siamo retrocessi e sapevo che non potevo avere più spazio proprio perché è stato un anno difficile.Sono molto contento, è stata una grande esperienza, mi sono formato molto perché si lavorava in un certo modo e sono cresciuto sia fisicamente che come persona.»

Quest’anno Mauceri è stato alla Pallacanestro Primavera di Poggio Rusco, totalizzando 12 punti, un assist, quasi quattro rimbalzi e un recupero e mezzo in quasi trenta minuti a partita. «È il mio secondo anno in provincia di Mantova. Sono uscito dal contratto con Reggio Emilia l’anno scorso e ora ho altri due anni di accordo con Poggio Rusco. A livello personale ho fatto un buon campionato, sono stato protagonista e sto iniziando a vedere come funziona il basket senior. Quest’anno abbiamo fatto i play-out, il nostro era un girone considerato il quinto di B2, con Piacenza (che lo ha stravinto avendo in squadra Sconochini e Boni) e tante altre squadre di buon livello. Sono venuto qui per continuare gli studi, calando gli impegni sono stato più produttivo all’università.»

Dove studi?
«A Modena, ingegneria elettronica. Ora, malgrado la stagione sia finita, non sono in vacanza perché mi mancano quattro esami alla laurea!»

C’è speranza di tornarti a vedere ad alto livello, magari dopo la laurea?
«Ho fatto questo sport come professione, quindi l’ambizione è di arrivare il più in alto possibile. Le mie scelte però sono dettate dalle priorità della vita, come lo studio. Sono aperto a nuove proposte, mi piacerebbe potermi esprimere in categorie superiori. Facendo questa vita, se si vuole essere aperti alle nuove proposte non si può programmare bene il futuro, quindi vivo anno per anno. Quando devo decidere, metto sul tavolo tutte le opportunità con pro e contro, guardando anche alla mia famiglia, a cui sono molto legato, e alla mia fidanzata, che non è da trascurare! Proprio per questo non so se un giorno tornerò a Catania, già in passato ho fatto la scelta di rimanere qui per finire gli studi. Preferisco decidere e valutare anno per anno.»

Hai seguito le squadre di Catania?
«Sì, perché mi piace seguire il basket in generale. Ho visto che Catania ha fatto un buon campionato, ho parecchi amici che ruotano attorno a quella realtà a partire da mio padre e mio fratello Simone. Non me l’aspettavo, ma sono molto contento perché sembra che la società abbia dei progetti basati su proposte concrete. Non mi sembra che sia la classica società che fa la B2 ma regge solo un paio d’anni. Si vede che i dirigenti vogliono fare un progetto per creare una società forte. Non è un caso che lavorando bene arrivino anche i risultati. Comunque, non è tanto il primo, quanto il secondo anno che dà la conferma, perché ripetersi sarà difficile, ma se ci riescono sottolineeranno la concretezza della società.»

Roberto Quartarone

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