Max Reale saluta e torna a casa

L’ala della Virauto torna in Argentina… 11 anni in Europa, ora andrà a giocare con la sua prima società… «Spero di lasciare un buon ricordo, se rimanessi in Italia vivrei a Catania»…

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PRIMA PARTITA. Un’immagine di Reale, al suo esordio a Catania il 4 gennaio 2009 [Basket Catanese].

Per un anno e mezzo ha vestito la maglia della Pallacanestro Catania, dando spettacolo per il pubblico del PalaArcidiacono, poco avvezzo a campioni cestistici del suo calibro. Alle sue spalle, infatti, Maximiliano Ariel Reale ha una lunga esperienza che ha toccato la nazionale argentina, la Serie A1, la Lega ACB, i campi di B d’Eccellenza e B Dilettanti.

Ora l’ala di Rio Cuarto si ritira, lascia l’Italia e torna a giocare in patria, con lo Sport de Cañada de Gómez, squadra che lo ha cresciuto. «Ho trascorso anni bellissimi che mi hanno dato tante gioie e solo qualche delusione – ha dichiarato Reale –, torno in Argentina con la speranza di lasciare un buon ricordo. In carriera ho avuto tanti momenti belli, dalla chiamata in nazionale argentina nel ’95 alla promozione conquistata con Rieti; ma ricorderò soprattutto i festeggiamenti nello spogliatoio dopo ogni vittoria. Ho affrontato giocatori come Sasha Danilović e ho avuto allenatori del calibro di Ciani e Sacripanti; ora voglio ringraziare gli allenatori, i compagni, i dirigenti, i procuratori e i tifosi che mi sono stati vicini».

Catania è stata l’ultima città italiana in cui Reale ha giocato. È arrivato alla Virauto a dicembre 2008, reduce da un infortunio che lo aveva tenuto fuori per mesi. E ai piedi dell’Etna ha ripreso a giocare e a fare la differenza. «In Sicilia ho giocato a Trapani – prosegue l’argentino –, un bel contesto nel quale giocare, e Catania, dove vivrei se decidessi di tornare in Italia. La Virauto, poi, si è dimostrata una vera squadra, capace di superare le difficoltà, e la società mi ha dato fiducia dopo il grave infortunio e non lo dimenticherò. Per concludere, ringrazio mia moglie Natalia per avermi accompagnato in questa avventura italiana e sono felice che i miei splendidi figli, Gianmarco e Alessia, mi abbiano visto giocare qui».

R.B.C.

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