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Immenso Paternò: espugnato il PalaArcidiacono
L’incostante Gravina perde un altro scontro diretto

Il Qè Call Center domina i derby etnei di DNC… Avvio equilibrato… Grande sicurezza di Simone Spina… Sciarretta e Famà solcano lo 0-19 della vittoria… Paternò merita di più in classifica…

Gravina-Paternò 75-87
Parziali: 18-18, 36-32 (18-14); 52-60 (16-28), 75-87 (23-27).
Sport Club Gravina: Gulinello © (0/1, 0/4), Consoli 22 (6/8, 1/2), Casiraghi 14 (3/6, 2/8), Barbera 4 (2/6, 0/1), Vetrano 4 (1/2), Caltabiano 6 (3/4, 0/1), Spina 12 (4/4, 1/4), Verzì 6 (3/8), Tolace 3 (1/1 da tre), Russo 4 (2/7). All.: Minnella.
Qè Call Center Paternò: Sciarretta 20 (3/5, 4/8), T. Rao 5 (2/2, 0/2), A. Rao, Castiglione 5 (1/2), Fiorito 7 (3/4), Asero (0/2), Famà © 15 (4/5, 2/5), F. Lo Faro 5 (1/4 da tre), Zerini 18 (7/11, 1/2), Grasso 12 (1/3, 2/4). All.: Del Vecchio.
Arbitri: Ferri e Desideri.

Marco Consoli contrastato da Maurizio Grasso (foto Giuseppe Lazzara)

Il Qè Call Center conquista una vittoria netta e meritata sul Gravina e si conferma dominatore dei derby etnei. Gli ospiti disputano 40’ intensi e dimostrano quanto il lavoro paghi: guidati da uno Sciarretta da categoria superiore e un ottimo Famà, dettano i tempi alla gara, colpiscono durissimo tra la fine del terzo e l’inizio del quarto periodo e alla fine dominano. Il Gravina gioca a grandi livelli per 20’, ma poi si perde quando gli avversari accelerano e s’innervosisce, riuscendo solo a limitare i danni nel finale.

Il PalaArcidiacono si riempie di tifosi di entrambe le bandiere, ma sono i supporter paternesi che danno un’atmosfera da altri palcoscenici all’intera gara. Sono i loro tamburi che ritmano le azioni e all’inizio in campo nessuno li delude: si inizia con azioni veloci e tanti canestri. Marco Consoli si erge a protagonista, dà il primo vantaggio, si prende responsabilità e mette in grande difficoltà la difesa paternese. Ma i ragazzi di Del Vecchio sono sempre pronti a rispondere, da tre soprattutto. Così il divario non supera mai il +6 iniziale, a Consoli risponde Famà, a Casiraghi Sciarretta. Nel secondo quarto, le difese si fanno accorte, ma Paternò va due volte sul +4 con Famà e il solido Zerini, ma ecco che spunta il jolly di Minnella: Simone Spina. Il sedicenne entra ed è come se fosse entrato il play titolare: grande sicurezza, mano calda e buona difesa. È lui che tiene a galla i suoi mentre qualcosa inizia a scricchiolare, è suo il 2+1 che dà il vantaggio prima dell’intervallo lungo.

Fabio Sciarretta osserva Gigi Russo sotto canestro (foto Giuseppe Lazzara)

Rientrati dallo spogliatoio e ancora ben orchestrati da Spina e Consoli, i gravinesi ritrovano il massimo vantaggio sul +6 (quattro punti consecutivi di Caltabiano), Sciarretta ricuce e Spina scuce con la tripla del 46-41. Sei punti consecutivi di Enrico Famà mettono la freccia, Verzì e Spina segnano l’ultimo vantaggio dei padroni di casa: 52-51. Poi c’è il buio più assoluto. Paternò alza la testa, attacca a più non posso e segna. In sei minuti a cavallo del terzo e quarto periodo, il tabellone registra 19 punti in più per Paternò e zero per Gravina. Magnifico Sciarretta, ottimo Famà, grandi Grasso e Zerini, utilissimi Lo Faro, Asero e Fiorito: sul +18 Paternò chiude la gara. Gravina non segna e si demoralizza, tenta alla fine di rientrare in partita con Consoli (troppo nervoso) e le triple di Casiraghi (1/5 nell’ultimo periodo), scendendo a -12 con la bomba finale di Tolace.

Il Paternò visto al PalaArcidiacono non si merita la posizione di classifica che occupava prima del derby: tenere sempre il ritmo di questa partita sarà difficile, ma la seconda vittoria in trasferta è un grande passo in avanti e un premio per le qualità finora dimostrate. Il Gravina si conferma incostante: grandi prove contro le squadre che puntano ai play-off, meno contro le avversarie dirette. Ma sono questi i punti che servono per evitare i play-out…

Roberto Quartarone

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