Rainbow vittoriosa, ma in A3 va Pescara
Finale decisivo, Servadio chiude i conti

La cronaca di coach Maura D’Anna… Le catanesi dovevano rimontare 18 punti, ma vincono solo per 70-60… Secondo e terzo quarto di marca etnea, si accelera nel finale…

Catania, 25 mag. – La Rainbow Catania ha vinto per 70-60 sull’Adriatica Pescara, ma non è riuscita a rimontare i 17 punti dell’andata e ha lasciato quindi alle abruzzesi la via maestra per la promozione in Serie A3. Il match lo commenta una “cronista” d’eccezione, Maura D’Anna, coach della Nova Bk. Castellammare e vicecampione regionale di Serie B.

Catania – Pescara 70-60

Parziali: 14\19 – 30\30 – 50\45 – 70\60.

Rainbow Basket Catania: Guerri 12, Ferlito 5, Gambino 13, Grima 16, Terranella, Accolla 2, Gambuzza 2, La Manna 9, Villarruel 11, Bellomia. All. Bianca
Adriatica Pescara: Giampietro 1, Servadio 19, Scoglia 10, Mauri 6, Domanin, Procaccini 15, Caso 6, Marino 3, Moscatello, Sciarretta. All. Schiazza.

Arbitri: Rodia-Peluso di Avellino

Il salto a due di Giuliana La Manna (foto Giuseppe Lazzara)
Il salto a due di Giuliana La Manna (foto Giuseppe Lazzara)

Gara 2 inevitabilmente condizionata dal meno 17 dell’andata. Pescara inizia da dove aveva terminato gara 1, ovvero dalla difesa a zona 2 – 3, Catania non riesce a costruire tiri in avvicinamento ma prova a bucare la retina solo dall’arco. Si contano ben 4 tentativi da 3 non andati a buon fine nei primi 2 minuti e mezzo della partita, la prima tripla arriverà dopo 5 minuti con Guerri, che ne metterà un’altra sul finire del primo quarto per un poco confortante 2 su 11 dall’arco per le locali. Di contro le pescaresi dominano i primi minuti del match con la perfetta regia di Servadio, coadiuvata dall’esperienza di Caso sotto i tabelloni e dalla concretezza della Procaccini. Coach Bianca prova a cambiare l’inerzia della gara schierando le sue giocatrici a zona al 7° minuto, Catania ricuce parzialmente lo strappo e chiude il primo tempino sotto 14 a 19.

Il secondo quarto si apre con la maltese Grima, ancora dolorante alla caviglia, che sigla un 4 a 0 per le locali, che diventa un break di 6 a 0 con La Manna, per il più 1 Rainbow (20 a 19). Pescara non riesce ad attaccare con efficacia la zona delle locali, diventate più aggressive, la Rainbow difende meglio e  attacca di più in contropiede. Si procede in sostanziale equilibrio, un più 3 delle locali viene subito azzerato da una bomba di Servadio al 16° per il 26 pari; risponde Guerri ancora da 3, ma le catanesi non riescono ad allungare sulle pescaresi per il 30 pari dell’intervallo che lascia immutato il gap di 17 lunghezze da colmare.

Il terzo quarto è di marca Rainbow: si prendono le misure alla zona dell’adriatica, e le mani non tremano più; Grima, uscita per un riacutizzarsi del dolore alla caviglia al 15°, crea il primo vero allungo delle rosso azzurre con 2 bombe consecutive, Guerri segue a ruota con la terza tripla della sua partita; la Rainbow è sopra di 7 lunghezze e adesso sembra crederci davvero. L’illusione dura poco: al 22° Grima commette il suo quarto fallo personale, che pesa come un macigno nell’economia difensiva delle locali, in due minuti Pescara produce un break di 8 a zero che ricaccia indietro le speranze Rainbow. Dal 39-42 si passa alla perfetta parità al 25° con l’ennesima bomba della Guerri, che, però, subito dopo, commette il suo quinto fallo personale che la costringe a lasciare anzitempo il campo. Un gioco alto basso La Manna – Accolla prima, e una penetrazione di Gambino poi, chiudono il terzo quarto sul 50 a 45 per le siciliane.

Christina Grima penetra a canestro (foto Giuseppe Maugeri)
Christina Grima penetra a canestro (foto Giuseppe Maugeri)

L’ultimo, decisivo, tempino, inizia con un 2 su 2 dalla linea del tiro libero per Gambino (52-45), Pescara prova a mettersi a uomo in difesa, ma non tiene l’uno contro uno, al 32° il punteggio è sul 53-45 per le locali e coach Schiazza dispone nuovamente a zona le sue. Gli ultimi minuti sono un’alternanza di emozioni; si sbaglia tanto, Servadio in penetrazione per il 53-47 a 7 minuti dalla fine, quinto fallo di Grima al 34°, fallo su Scoglia da tre e 3 su 3 ai liberi per la pescarese e punteggio incollato sul 53-50 a 6 minuti dalla fine. Sembrerebbe finita, troppi 14 punti di margine, ma il cuore Rainbow è enorme: bomba di Villarruel per il 58-50, rispondono Procaccini prima con un 2 su 2 ai liberi e Paoli dopo con un 1 su 2 per il 58-53 al 37°.

Ancora una bomba per le catanesi, questa volta con Gambino, e 61-53; adesso le abruzzesi hanno paura di lasciarsi sfuggire la promozione e non riescono più ad attaccare il ferro; altra tripla Catania con il capitano Ferlito per il 64-53 a 2 minuti dalla fine. Ci credono le ragazze in campo, ci crede il pubblico che non smette un attimo di supportare le proprie beniamine. Servadio in lunetta fa 0 su 2, dall’altro lato non trema la mano di Villaruel: più 13 Rainbow quando il cronometro segna 1 minuto e 52 secondi alla fine. A spegnere definitivamente le speranze è l’ex play di Ancona Servadio, prima con una tripla e poi con l’1 su 2 dalla lunetta, 66-57 a un minuto e 11 secondi dalla fine, che diventa un più 11 con Gambino a 58 secondi dalla fine. Il cronometro scorre, ancora Servadio dalla lunetta e questa volta il 2 su 2  a 15 secondi dal suono della sirena mette la parola fine a questa stagione.

Finisce 70-60, tra gli inevitabili festeggiamenti delle pescaresi e gli applausi del pubblico per le catanesi, a cui vanno fatti i complimenti per l’ottimo lavoro svolto quest’anno e per il raggiungimento di un risultato comunque prestigioso. Altrettanti complimenti alle abruzzesi, brave a costruire praticamente in gara 1 una fetta di promozione, senza dimenticare la sostanziale correttezza e sportività di uno spareggio promozione che, a prescindere dal risultato, ha regalato emozioni per ottanta minuti.

Maura D’Anna

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