La Rainbow non farà l’A3, Ferlito detta la linea

Il presidente punta a un «affratellamento» con l’Olympia in A2 o a tentare di vincere la B… «L’A3 avrebbe un costo enorme senza logica d’impresa»… La riforma dei campionati e i parametri…

A sinistra, Fabio Ferlito, presidente della Rainbow (foto Roberto Quartarone)

«Fare l’A3 è una stupidaggine, serve solo a spendere 30 mila euro in più solo di trasferte, per essere catapultato in A2 l’anno prossimo». Fabio Ferlito, presidente della Rainbow Catania, non poteva essere più diretto per spiegare la scelta di non richiedere il ripescaggio nella terza serie nazionale, idea che poteva balenare considerando la finale spareggi persa quest’anno e le ambizioni rinnovate da un po’ di tempo a questa parte.

La principale società femminile etnea ha due strade davanti a sé: «Con la rivoluzione dei campionati – prosegue Ferlito – bisognerà riempire sei gironi di A2 nel 2013-’14. Motivo per cui o facciamo il nostro campionato di pertinenza, cerchiamo di vincerlo per farci tenere in considerazione per l’anno prossimo; oppure proseguiamo con l’ipotesi concreta di affratellamento con l’Olympia Reggio Calabria del mio fraterno amico Pasquale Melissari per fare la Serie A2 insieme». Un accordo che ha già portato la Rainbow a disputare due interzona U19, miscelando in un’unica formazione calabresi e siciliane.

Comunque sia, la Serie A3 si ridurrà a un campionato di transizione, reso ancor più improponibile dall’introduzione dei parametri a 1.500 € a giocatrice («Un disastro assoluto», commenta Ferlito, ma ne parleremo nei prossimi giorni) e dalle trasferte per le squadre siciliane, che ogni due domeniche dovrebbero sobbarcarsi centinaia di chilometri per raggiungere Pescara, Bari o Napoli. «Un costo enorme senza una logica d’impresa accettabile», conclude il presidente rossazzurro.

Roberto Quartarone

 

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