Enrica Pavia: «Motivata dal progetto Olympia»

«Progetto che mi motiva molto»… «I valori fondamentali del basket: rispetto, caparbietà e molto altro»… «Vorrei che l’Olympia migliorasse nella concentrazione»…

Enrica Pavia al tiro (foto R. Quartarone)
Enrica Pavia al tiro (foto R. Quartarone)

1) Dopo tre anni dall’ultimo biennio ad Alcamo, torni nella tua Sicilia da marsalese d.o.c. Quanto ti motiva l’aver sposato il progetto Olympia Catania? 
“Questo progetto dell’Olympia mi motiva molto. Primo, perché essendo siciliana, nonostante tutti i vari trascorsi lontani dalla mia terra, sento forte il desiderio di far bene con addosso questa maglia; secondo, è un progetto interessante, che si basa su un mix perfetto di giovani piene di ambizioni e senior, dall’esperienze non indifferenti.”

2) A soli 24 anni hai già un curriculum di un certo spessore, avendo militato già nella massima serie con Taranto, Umbertide e Pozzuoli, oltre alle altre stagioni in A2, che ti hanno visto protagonista. Quanta “fame” hai ancora di palla a spicchi?
“Sono state tutte stagioni importanti che mi hanno cresciuta molto come giocatrice e come persona, ma di certo la ‘fame’ di palla a spicchi è nata, è cresciuta con me e cresce stagione dopo stagione.”

3) “Il basket è uno stile vita”. Quanta Enrica c è in questa affermazione?
“Tanta,forse troppa! Vivere di pallacanestro sin da piccolissima, ha fatto sì che davvero il basket appartenesse ad ogni ambito della mia vita. Mi ha insegnato molti dei valori che ritengo fondamentali: il rispetto verso gli altri, la consapevolezza dei propri limiti e la determinazione nel cercare di superarli, la caparbietà, il non arrendersi mai, il valore del gruppo e non del singolo.”

4) Chiudi gli occhi e immagina di essere all’ultima partita di campionato. Dove vedi l’Olympia?
“Che domanda difficile! Non posso esprimermi troppo, Buzzanca è superstiziosa! Dico solo che ci vedo, in casa, al Palacatania, gremito di gente.

5) Quanto è importante fare gruppo in squadra e quanto conta per te l’esperienza ed il supporto delle “più grandi”?
“Secondo me, il gruppo può fare davvero la differenza, buone giocatrici con un gran gruppo possono essere migliori di sole ottime giocatrici! L’esperienza delle grandi per me è importantissima. Ho sempre cercato di apprendere il più possibile, sin da piccolina, dalle mie compagne più esperte, sopratutto negli atteggiamenti in palestra, nella gestione del gruppo e nel controllo degli stati emotivi in momenti decisivi delle partite!”

6) Nel tuo cuore e nella tua testa, ‘play o guardia’?
“Nel mio cuore son convinta ci sia da sempre solo il play maker, ma crescendo ci si adatta e la guardia credo ad oggi mi si attribuisca meglio.”

7) A chi devi la tua passione per il basket?
“Credo che la passione per il basket fosse proprio incisa saldamente nei miei geni. Mio papà è un ex giocatore,credo siano suoi i meriti. Per quanto riguarda la grinta, credo faccia parte proprio di me, del mio carattere, anche questo lasciato in eredità, dalla mamma però.”

8) Qual è il tuo punto di forza e qual è il punto di forza dell’Olympia?
“Il mio punto di forza è assolutamente la difesa, da li mi concentro, mi esalto, e mi carico per un buon attacco. Il punto di forza dell’ Olympia, credo sia l’imprevedibilità. Dobbiamo prendere ancora bene consapevolezza dei nostri mezzi, siamo un gruppo nuovo ma con tanta voglia di far bene.”

9) Cosa vorresti migliorare di te e cosa della tua squadra?
“Di me vorrei migliorare molte cose: sono una persona molto critica che cerca di perfezionarsi sempre, forse troppo. Dell’Olympia, vorrei migliorassimo la gestione della concentrazione. Forse paghiamo un po’ per l inesperienza.”

10) Raccontaci la sconfitta che ti ha lasciato di più l’ amaro in bocca e la vittoria più sentita fino ad adesso.
“Sinceramente appena ho letto la parola sconfitta, pur non sapendo il resto della domanda, ho pensato solo ad una cosa: Viterbo. E per rimanere in tema di quest’anno, la vittoria più bella credo sia stata in casa contro Ariano per l atteggiamento, la voglia e la determinazione di tutte.”

Addetto stampa
Maria Luisa Lanzerotti

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