L’Aci Bonaccorsi si gode il primato

La squadra etnea capolista in Serie D… Manno: «Le favorite sono Alfa e Basket School»… «Importanti conferme di Prudente e Mazzerbo»… «Manca Giacomo Corallo»…

Alfa, Palagonia, Mascalucia e Castanea: una dopo l’altra, le prime quattro avversarie della Pall. Aci Bonaccorsi hanno dovuto cedere le armi alla capolista del girone orientale di Serie D. «Non siamo i favoriti – frena il patron Maurizio Manno – Basket School e Alfa possono fare il salto in C, noi ci godiamo questo momento».

La storia della società dell’hinterland acese è breve: nata come satellite del BC Valverde, ne ha raccolto l’eredità quando la formazione biancorossa ha vinto la Serie D. Rivinto con la nuova maglia bianconera lo stesso campionato, la scorsa stagione è stata la seconda miglior squadra della provincia chiudendo ottava in Poule Promozione di C2.

«Abbiamo rinunciato alla C2 – prosegue Manno – anche per le incertezze sul campo: se l’avessimo avuto a disposizione prima avremmo riflettuto meglio sulla rinuncia. Ora pare che le soluzioni legate al campo stiano venendo a galla. In estate poi c’è stata una rivoluzione nel roster, uno sconvolgimento che mi ha toccato».

Con il passaggio dello scheletro storico della squadra allo Zafferana, il coach Ciccio Formica è dovuto ripartire da capo. «Le conferme importanti sono state Prudente e Mazzerbo – afferma il patron –. Abbiamo pescato qua e là, sono arrivati Catalano, Costanzo, Borzì. Il nuovo gruppo ha le stesse condizioni di partenza: giocare per il piacere di farlo in un certo modo, dentro e fuori dal campo».

«Coach Formica – prosegue Manno – sta iniziando a lavorare con i più piccoli, stiamo dando spazio ai nostri elementi (un’98, alcuni ’99 dall’anno prossimo i ’00). Possiamo crescere».

Un ultimo pensiero va all’ex coach, Giacomo Corallo: «Mi manca la sua figura – chiude Manno – è una persona squisita, in gamba, fa gruppo e fa giocare la squadra bene. Abbiamo condiviso tanto, è un punto di riferimento». E se l’anno prossimo dovesse arrivare la C? «Vedremo come si evolverà la riforma, se ci saranno le risorse. Il tempo ci dirà cosa fare».

Roberto Quartarone (da La Sicilia, p. 20)

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