Panebianco: «Il gioco di Acireale ci soddisfa»

Intervista al presidente della società granata… «Abbiamo rischiato di vincere contro le prime quattro»… Le scelte arbitrali… «L’obiettivo è avere una squadra nostra in B»…

Da due anni l’AciBasket sta facendo i conti con le ristrettezze economiche: dopo aver raggiunto due finali play-off consecutive, i risultati comunque non sono mancati, ma la squadra è stata costruita “in casa”, attingendo dai giovani del Cus e pescando nel proprio vivaio. Quest’anno la Serie C è iniziata in salita, ma il presidente Paolo Panebianco è soddisfatto del lavoro fin qui fatto dall’allenatore Peppe Foti.

«Al di là dei risultati – spiega lui – e dei quattro punti, penso che siamo una squadra che gioca un’ottima pallacanestro, siamo stati alla pari contro le prime quattro in classifica, rischiando di vincere. Il gioco ci soddisfa, Arena, Abramo e Arcidiacono giocano con autorità, Marzo fa da chioccia al gruppo e ha preso la leadership del gruppo. Tutto questo ci fa sperare per il futuro».

Le ultime due sconfitte sono state di misura.

«Resta il rammarico di non avere qualche vittoria in più, dettata da episodi più o meno sfortunati. A Reggio Calabria un arbitro esordiente ha fischiato a Marzo, uno dei giocatori più corretti del campionato, un tecnico dopo non aver fischiato un fallo su di lui, regalando la vittoria alla Vis. Contro Cefalù l’errore di un arbitro esperto ha annullato un canestro di Abramo cambiando l’esito della partita e ha penalizzato i ragazzi. C’è stato qualche episodio sfortunato, ma la squadra gioca bene, fa errori per l’inesperienza».

Come giudica il livello del campionato?

«La qualità del campionato si è elevata, ma pensavamo di essere al di sotto di alcune formazioni ma il campo ci dice che non c’è una disparità così grande. Le prime quattro hanno a disposizione dei giocatori che possono vincere soli delle partite. Sarà un campionato equilibrato, Cefalù, Green, Vis, Costa e Patti si giocheranno i primi tre posti che porteranno agli spareggi».

E l’anno prossimo si compirà l’ennesima riforma.

«La FIP dà prova di non avere le idee chiare, non si capisce bene quale direzione prenderà. È un’indecisione portata dallo stato attuale della pallacanestro, ma mettere uno straniero in C, in un campionato che serve a far crescere i ragazzi, significa alcune squadre hanno coperto i ruoli chiave con lo straniero, togliendo spazio ai suoi giovani. Vedere giocare i giovani con sicurezza contro Hudson ci inorgoglisce e ci dice che abbiamo avuto ragione».

L’accordo con il Cus prosegue?

«La crisi economica ha ridotto l’iniziale obiettivo del gruppo, ma continuiamo a lavorare. L’accordo tecnico prosegue, stiamo lavorando bene nel settore giovanile, speriamo nel giro di qualche anno potremo avere una squadra interamente nostra almeno in Serie B. Da poco Lo Faro e Dinicola sono tornati al Cus di comune accordo, ma rimangono parte del gruppo e del progetto. La tromba d’aria che ha danneggiato il PalaVolcan ci obbliga a giocare altrove e la forza del gruppo è stata anche nell’aiuto reciproco: ringrazio Luca Di Mauro e Michelangelo Sangiorgio del Cus per la disponibilità del Cus, dove giocheremo la C, Nico Torrisi per il Leonardo da Vinci, casa dell’Under-17 d’Eccellenza, e il preside Biasco del liceo Archimede per la palestra per gli allenamenti».

Roberto Quartarone
La Sicilia, p. 17

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