Lo Faro: «In C per dimostrare il vero valore»

Il trascinatore del Cus Catania racconta la promozione della sua squadra… La difesa contro l’Alfa… La crescita di questi anni… Lo sguardo alla prossima stagione…

Lo Faro si erge in area (foto G. Lazzara)
Lo Faro si erge in area (foto G. Lazzara)

Che Federico Lo Faro sia diventato il trascinatore del Cus Catania è indubbio. Lui ed Enzo Santonocito hanno firmato e controfirmato la promozione in Serie C unica dei bianchi etnei e hanno detto a tutti che la C2 stava stretta ad entrambi. Proprio loro che avrebbero potuto giocare (e tanto) in C1, ma hanno scelto di fare la differenza al piano di sotto. La combo guard di Feltre, ormai catanese d’adozione, è rientrata dopo tre giornate di squalifica e ha dato un contributo imprescindibile nella gara-2 dei play-off contro l’Alfa Catania, quella della rimonta e del sorpasso.

«Ci tenevo particolarmente alla partita – spiega Lo Faro –, abbiamo difeso alla morte. Abbiamo fatto un ottimo primo quarto, nel terzo quarto abbiamo avuto un calo e qualche minuto di appannamento. Ma grazie a Gianluca Selmi e Manfredi Elia, con quattro-cinque bombe di fila li abbiamo fatti crollare».

Il Cus si è dimostrata una squadra dalla panchina lunga, con giocatori in grado di subentrare in corsa e un quintetto che poteva mutare a seconda dell’avversario. «Siamo sempre riusciti a giocare in nove-dieci – conferma –, quando qualcuno sbagliava entrava qualcun altro dalla panchina dando un buon contributo, sempre positivo».

Saccà e Lo Faro si contendono un pallone (foto G. Lazzara)
Saccà e Lo Faro si contendono un pallone (foto G. Lazzara)

Il processo di maturazione del Cus affonda le radici nel 2009-’10. Quell’anno la squadra retrocesse in Serie D schierando moltissimi Under-17, tra cui lo stesso Lo Faro, Elia, Martello e Tracuzzi. Oggi il processo di maturazione è portato a compimento, dopo i passaggi intermedi dei play-off nel 2012 e della Poule Promozione dodici mesi fa. «Rubens Malagò ci ha aiutato parecchio a crescere – spiega il play-guardia –, è un allenatore che ci ha dato grande fiducia, riponendola anche nei più piccoli, che di conseguenza sono cresciuti. Poi tutti hanno avuto possibilità di giocare e gli Under-19 hanno vinto anche il campionato».

Lo Faro, invece, dopo aver girato Paternò e Acireale in C1, ha deciso di rimanere alla “casa madre”, la società che lo ha svezzato. «Finalmente – ammette – ho la possibilità ancor più di giocare da protagonista, spero di dimostrare che sono cresciuto e qual è il mio valore. Ho avuto delle possibilità, ma con la maglia della propria squadra è diverso. Spero che rimarrà più o meno il gruppo di quest’anno e credo che abbiamo tantissimi margini di miglioramento. Non mi dispiacerebbe che dalle giovanili si recuperi Marco Pennisi, che è veramente un buon giocatore, spero che l’anno prossimo metta la testa a posto e venga con noi».

Roberto Quartarone
Twitter: @rojoazul86

 

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