Il leader Pietro Marzo è pronto al rientro

Personaggio dell’anno 2015: tre scelte per il playmaker di Giarre, premiato quand’era ad Acireale… «Dimostreremo di non meritare l’attuale posto in classifica»…

Il poster di Pietro Marzo
Il poster di Pietro Marzo

Pietro Marzo era un ventenne di belle speranze quando ha vinto il premio come Miglior giocatore dell’anno 2009. Ancora non era l’affermato playmaker che avrebbe fatto da bandiera ad Acireale, sarebbe tornato in Serie B a Palermo (dopo averla assaggiata con l’Hoyama Catania), avrebbe calcato i campi di C a Racalmuto e Vis Reggio da protagonista. Il giarrese, che oggi di anni ne ha 27 ed è tornato a vestire la maglia della squadra della sua città, è reduce da un fastidioso infortunio che poteva essere anche peggiore.

«Ho subito una forte distorsione al ginocchio contro Patti – spiega – e temevo di dover saltare l’intera stagione. Scongiurata la rottura del legamento, ho ripreso a lavorare in palestra e sono potuto rientrare contro il Cus Catania. Ci aspetta un finale di girone d’andata importante, vogliamo dimostrare di non meritare l’attuale posto in classifica».

L’ambizioso progetto giarrese parte dal fertile vivaio gestito da Gianni Di Bella e arriva alla prima squadra, passata di recente dalle esperte mani di Pippo Borzì a quelle entusiaste e giovani di Simone D’Urso. L’approccio alla Serie C Silver è stato complesso: «La scommessa del Basket Giarre – prosegue Marzo – è iniziata nel migliore dei modi: grande entusiasmo e vittoria casalinga contro Ragusa. Dalla seconda giornata in avanti una serie di eventi ha determinato una flessione netta. Abbiamo avuto un calendario difficile e, probabilmente, il mio infortunio ha contribuito ad alterare l’equilibrio di squadra. Adesso anche Caminiti è pronto al rientro».

Pietro Marzo nella finale contro Trapani
Pietro Marzo nella finale contro Trapani (foto R. Quartarone)

Il percorso che lo ha portato ad avere la leadership che gli si riconosce ora partì proprio quell’anno: «Il 2008-‘09 è stato il primo anno ad Acireale – ricorda –. Venivo dalla trafila giovanile al Giarre e dal positivo triennio a Catania. Ricordo che, da matricola, partimmo alla grande con 6 vittorie su 6. Eravamo un ottimo collettivo e Peppe Foti mi diede le chiavi della squadra da playmaker titolare. Poi una serie d’infortuni condizionarono la stagione, ma la C1 sette anni fa era un campionato di assoluto livello. Ci salvammo a Napoli».

Oggi guarda sia in casa sua sia attorno per definire la sua graduatoria per il personaggio dell’anno 2015. «Simuliamo una sorta di podio. Al primo posto un ragazzo a cui sono molto legato e con cui ho il piacere di allenarmi: Riccardo Arcidiacono. Credo che abbia compiuto un processo di maturazione straordinario e, al momento è il giocatore più duttile e ricercato della provincia di Catania. Al secondo posto Guglielmo Persano, per talento, passione e sacrificio. Quindici anni fa avrebbe fatto dei soldi con la pallacanestro. Al terzo posto Luciano Abramo, emblema di come ci si conquisti spazio, anche in contesti di maggiore talento, partendo dall’attitudine difensiva. Mi fa venire in mente com’ero a 19 anni».

Roberto Quartarone
Twitter: @rojoazul86

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