Andrea Grasso: “Tutti i problemi della C Silver”

Riceviamo e pubblichiamo la lunga lettera del segretario del Basket Giarre, che parte dalla questione arbitrale e si sposta su giustizia sportiva, organizzazione dei campionati, smantellamento delle squadre…

 

Oggi intendo esprimere la mia amarezza ed il mio disappunto nel vedere vanificati sforzi e sacrifici, fatti si con tanta passione ma con legittime aspettative della mia società e di tante altre che partecipano ai maggiori campionati regionali primo fra tutti il campionato di C Silver.

Ieri si è giocata al Palajungo la partita forse più importante della giornata tra SS Basket Giarre e Sporting Club Gravina, arbitrata in modo sconcertante da due ragazzini che hanno aimè determinato il risultato finale della partita tra l’imbarazzo di tutti i presenti, squadra ospite compresa.

Nel considerare che, come detto, trattavasi della gara più importante della giornata, assieme alla partita del sabato tra Cus CT e FP Messina, lascia ancor più perplessi vedere designati arbitri di comprovata esperienza per partite come Cefalù – Spadafora, terminata con uno scarto di quasi 40 punti o Palermo – Licata, partita ininfluente sia per la promozione che per la retrocessione.

L’umiliazione subita ieri dalla mia società mi induce a fare una serie di riflessioni.

Se è vero che anche gli arbitri possono sbagliare è sicuramente vero che non possono sbagliare troppo, così tanto da determinare il risultato di una gara di cartello, per cui se quello visto ieri è il livello degli arbitri siciliani bisognerebbe prendere atto della impossibilità di organizzare il campionato di serie C Silver, tanto meno il campionato di C Gold da alcuni auspicato.

Ma non è soltanto la gara di ieri a farmi ritenere che il campionato sia falsato nel suo divenire.

Il campionato ritengo sia falsato principalmente da un regolamento che consente una eccessiva libertà non solo in entrata ma soprattutto in uscita, di atleti che concorrono a formare ad inizio stagione roster di categoria superiore e che dopo la prima metà della stagione vengono lasciati liberi (a volte costretti) di trovare altre collocazioni al fine di ridurre i costi laddove l’obiettivo di inizio stagione non fosse più raggiungibile; sarebbe bello, ma soprattutto equo, portare a termine la stagione con i giocatori che sono stati ingaggiati a colpi di rimborsi spese a volte più vicini a stipendi di gente che lavora. Il rischio di pagare tutto quanto preventivato a mio avviso sarebbe da supporto a scelte economicamente più oculate.

Ritengo sia falsato un campionato nel quale alcune squadre, inizialmente attrezzate per il salto di categoria, concludono la stagione con i ragazzini involontariamente così regalando preziosi punti salvezza alle società che hanno un sorteggio di calendario benevolo.

Ritengo falsato un campionato in cui la Giustizia Sportiva, che troppo spesso si limita ad infliggere multe per insulti agli arbitri (a volte meritati) da parte del pubblico, si rende complice della mistificazione della realtà, consentendo la ripetizione di una gara di fondamentale importanza in chiave salvezza e che per le assurde regole sopra cennate, sarà giocata con l’atleta più rappresentativo del San Filippo del Mela in forze alla FP Messina.

Scendendo di una categoria ritengo falsato un campionato in cui una squadra già attrezzata per categorie superiori ottenga a costo zero ben tre prestiti di giocatori under che vantano già importanti esperienze in serie C, vanificando così gli sforzi anche economici delle società che si accingono a disputare i play off per la promozione in C.

L’amarezza è tanta che se non fosse per le soddisfazioni che provengono dall’entusiasmo dei ragazzini delle giovanili, avrei già passato la mano.

Tutte queste valutazioni mi inducono a pensare che se non si è disposti a portare avanti un serio progetto di riforma che tenga conto delle criticità esposte, se non si è disposti a mettere in discussione gli investimenti effettuati su un lacunoso sistema arbitrale, se non si è disposti a rispettare ed applicare le regole confidando in una Giustizia Sportiva equa e trasparente, se non si è disposti ad investire nei settori giovanili non limitandosi a riscuotere i mensili dai ragazzini ma promuovendo la organizzazione di campionati con la partecipazione di un numero di società (almeno 12) tale da consentire la crescita dei ragazzi ed evitare inutili fasi ad orologio, allora non ci sarà futuro per il nostro amato sport.

Notaio Andrea Grasso

Segretario S.S. Basket Giarre A.S.D.

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