Una chiacchierata con Pietro Marzo

Il play giarrese si riprende dall’infortunio e a fine stagione si parla un po’ di C Silver, di Promozione, di FIP, di Cubs e di Acireale…

La Serie C Silver è in archivio da un mese, lui è fermo dal 20 dicembre: Pietro Marzo doveva essere un protagonista di questa stagione, quella del rientro con la maglia del Basket Giarre, ma l’infortunio contro Patti gli ha imposto un’operazione che lo ha tenuto fuori per il resto della stagione. Ora sta lavorando per riprendersi e, forse, tornare. Ecco una conversazione di fine campionato.

Pietro Marzo con la maglia della Vis Reggio Calabria
Pietro Marzo con la maglia della Vis Reggio Calabria

PM: «Mi sto allenando per recuperare, quest’anno è stata un’Odissea. Mi sono un po’ distaccato dall’ambiente perché sto lavorando. A 21 anni, dopo il primo infortunio pesante, avevo più entusiasmo nella riabilitazione. Ora voglio tornare a fare attività sportiva, ma non è più una priorità, c’è più margine di tempo e credo che per l’estate sarò pronto per il recupero. Tornerò a giocare a pallacanestro, non abbandono la mia passione, ma molto dipende da dove sarò».

RQ: Per fortuna c’è anche lavoro fuori dalla pallacanestro, dunque buona fortuna! Ma è stato un peccato aver bruciato questa stagione. Giarre era partito con ben altre aspettative, tanto entusiasmo e anche un quintetto interessante, ma tra infortuni e incomprensioni il campionato è finito male…

PM: «Guarda, il discorso di Giarre è semplice. La società è partita con entusiasmo, ma dopo il mio infortunio è successo di tutto. Non per la mia mancanza, ma per le difficoltà con il coach, l’allontanamento di Gigi Russo, gli infortuni… E poi altre squadre si sono rinforzate, come il Gravina. È stata una stagione sfortunata, ma Giarre, al di là della retrocessione, non può perdere l’entusiasmo. Finalmente si è tornati a fare attività giovanile con entusiasmo. Sono arrivate le finali regionali, le convocazioni nelle selezioni regionali e nazionali di Saccone, Di Maio, Barbagallo. Dietro Gravina e Cus, la terza forza è Giarre. In tanti dicono di avere entusiasmo, ma a me pare che i personaggi siano sempre gli stessi, magari mi sbaglio».

 RQ: Sicuramente la differenza è che i risultati sono arrivati, a livello giovanile, rispetto al passato. Penso anche a ciò che è stato fatto nella femminile, che potrebbe restituire una formazione senior al PalaJungo nel giro di pochi anni. Ma effettivamente per la prima squadra è stato fatto un passo più lungo della gamba, non ti pare?

PM: «Non credo. Il presidente Spada e il notaio Grasso hanno cambiato la tendenza e sono molto attenti all’organigramma degli allenatori e alla programmazione, sarebbe un peccato non proseguire nel progetto. Ci sono delle variabili sul futuro, a partire dal campo, ma le basi ci sono, se continuano così fra 5-6 nuova ossatura locale per fare la Serie C».

RQ: Credo che potrebbero tornare utili anche i ragazzi del CP Giarre, che ho visto giocare quest’anno in Promozione. Ho letto con interesse il post di Simone D’Urso in cui recriminava perché i regolamenti che stavano per rovinare la stagione al San Luigi hanno penalizzato anche la sua squadra, che avendo battuto Ragusa (fuori classifica) poteva anche qualificarsi per la post season.

PM: «La Promozione è la cartina tornasole di una gestione dei campionati regionali che lascia a desiderare. In tutti i campionati si registrano difficoltà con lamentele per la cattiva organizzazione, il movimento non ha pianificazione. Mi dispiace per lo spavento del San Luigi, dove giocano tanti amici: non c’era un illecito sportivo, era solo un tecnicismo alla base dell’esclusione dai play-off».

RQ: Effettivamente tra C Silver, D e Promozione le polemiche fondate non sono mancate, però secondo me sono state numerose anche quelle montate ad arte in vista delle elezioni per il rinnovo delle cariche regionali. Non so fino a che punto cambierà qualcosa fra qualche mese: finora si sentono molte chiacchiere senza sostanza.

PM: «C’è da migliorare nella federazione, anche nazionale. Vedi la storia del Cubs Catania: si parla di favorire i vivai, poi ci sono situazioni come l’impossibilità per le squadre siciliane d’andare alle finali Under-15. L’amarezza di Gaetano Russo è diventata un problema, ma per me è solo l’emblema del suo amore per i ragazzi e per il lavoro che fa. Sono vicino all’“ammiraglio”!»

RQ: Ma di Acireale che mi dici invece?

PM: «La progettualità messa in piedi qualche anno fa aveva premesse di essere resistente, ma c’è stata una flessione dovuta alla mancanza del palazzetto. Spero che possano tornare al posto che meritano, perché lo staff merita».

Roberto Quartarone
Twitter: @rojoazul86

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