La palla a spicchi diventa un’amica

Allenamenti e partite nella giornata di chiusura del progetto “Palla Amica” in collaborazione con l’associazione Un Futuro per l’Autismo, presente una rappresentanza della Lazùr…

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Un tiro durante la partita (foto R. Quartarone)
Un tiro durante la partita (foto R. Quartarone)

Una piccola palestra di una scuola della periferia nordovest di Catania può essere il centro del mondo per il gruppo di venti ragazzi che da un paio di anni fa parte del progetto Palla Amica sostenuto dall’Associazione Un Futuro per l’Autismo. Venerdì 24 giugno si sono ritrovati tutti all’ICS San Domenico Savio per salutarsi, con la promessa di ritrovarsi a settembre per coniugare ancora pallacanestro, amicizia e integrazione.

I ragazzi sono seguiti dagli psicologi Fabrizio D’Andrea e Anna Chiara Donzelli che nella primavera 2014 hanno conosciuto Vera Caltabiano, presidentessa di Un Futuro per l’Autismo. «Il progetto Palla Amica – spiega D’Andrea – accoglie persone con autismo di tutte le età, sesso e diversi livelli di funzionamento. Gli atleti vengono suddivisi in gruppi in base ad età, gravità e caratteristiche tecnico-sportive». 

Dimostrazioni di palleggio (foto R. Quartarone)
Dimostrazioni di palleggio (foto R. Quartarone)

Venerdì i 20 partecipanti al progetto erano divisi in tre gruppi, prevalentemente di adolescenti, ma anche con ragazzi più grandi. Si sono allenati, hanno disputato delle mini partite e alla fine sono stati tutti premiati. A dar loro una mano c’erano gli operatori sportivi del progetto (Fabiola Caruso, Margherita Longo, Marialuisa Criscione, Silvio Manera, Laura Leonardi, Carlo Martinens, Celeste Miccichè) e in più una rappresentanza della Lazùr Catania (Gianni Catanzaro con Fabiola Caruso, Giorgia Condarelli, Hris Hristova e Giuliana Licciardello).

«Siamo molto felici per come prosegue il progetto – spiega Caltabiano – perché abbiamo notato dei miglioramenti nei ragazzi, che si sono appassionati al basket. Malgrado siamo grati alla Domenico Savio per la disponibilità, i problemi non mancano: siamo stati fermi per mesi a causa dell’inagibilità della palestra, ora ne cerchiamo un’altra che ci permetta di allenarci due volte a settimana, ma sarebbero delle spese che i genitori non possono sostenere. Stiamo valutando anche il crowdfunding, speriamo che uno sponsor si avvicini a questi meravigliosi ragazzi».

Roberto Quartarone
Twitter: @rojoazul86

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