Il Geodetico di Scordia rimane al buio

Il Comune è indebitato con l’Enel e la società taglia l’energia elettrica… Il presidente dello SC Scordia, Alba: «Abbiamo comprato un gruppo elettrogeno. Avremmo dovuto chiudere a queste condizioni»…

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L'area dove ora sorge il Geodetico nel marzo 2010 (foto Google Maps)
L’area dove ora sorge il Geodetico nel marzo 2010 (foto Google Maps)

Il Geodetico di via Bachelet poteva essere un esempio virtuoso di connubio pubblico-privato: sorto in un’area praticamente abbandonata, costruito con il solo supporto di cinque soci privati, è stato inaugurato nell’ottobre 2015. Lo Sport Club Scordia ne ha fatto il fulcro della propria attività, dopo tanti sacrifici e tanto lavoro sotto traccia, peraltro in una stagione molto positiva tra Promozione e Under-18. Eppure tutto questo non è servito. Da molti giorni l’impianto è infatti al buio, senza energia elettrica, e ci si è dovuti attrezzare con un gruppo elettrogeno per poter continuare l’attività.

«Avevamo preso cinque anni fa questo centro abbandonato – spiega il presidente dello SC Scordia, Nello Alba -, era diventata una discarica al centro del paese. L’abbiamo fatto diventare il fiore all’occhiello, spendendo soldi. Abbiamo però attivato una convenzione con il Comune di Scordia. Non potendo fare una voltura dell’energia elettrica per la presenza dei pannelli fotovoltaici, era l’amministrazione che doveva verificare i nostri consumi rispetto alla produzione dell’energia. In realtà, noi abbiamo sempre prodotto più energia di quella che consumavamo».

Un impianto sportivo green, dunque, che serviva anche a fornire energia ad altre strutture servite dal Comune: sembra un sogno, e infatti i problemi iniziano a sorgere. «Negli ultimi cinque anni il Comune ha avuto grossi problemi a pagare le bollette all’Enel – prosegue Alba – si parla di 450 mila euro di debiti accumulati. Otto mesi fa hanno iniziato a staccare la luce, ma finché c’era il sindaco potevamo parlargli per pagare almeno parte degli arretrati e far tornare la luce. Ora però il Comune è commissariato e l’Enel giustamente non si accontenta più di un bonifico ogni tanto. Peraltro, il nostro non è un sito sensibile come i carabinieri o i pozzi, dove la luce non può essere staccata».

Lo Sport Club Scordia Under-18
Lo Sport Club Scordia Under-18 della scorsa stagione: in piedi Colosi, Musumeci, Ferraro, Altieri, Viola, l’allenatore Centamore, la dirigente Amantia; accosciati La Ferlita, Scirè, Zummo e Guzzardi (foto R. Quartarone).

Ed ecco che il connubio pubblico-privato scricchiola. «Due mesi fa siamo rimasti al buio 20 giorni, ora è disattivata da un’altra ventina. Abbiamo comprato un gruppo elettrogeno perché dovevamo soddisfare i bambini che fanno attività. La beffa è che il fotovoltaico non produce più proprio perché non c’è più l’energia per attivarlo. Noi vorremmo la voltura, per poter avere un contatore, ma non possiamo fare nemmeno quello. La convenzione ci impone manutenzione ordinaria e straordinaria, ma così è difficile. In cinque abbiamo speso 200 mila euro in questo centro polisportivo, avremmo dovuto chiudere a queste condizioni. Aspettiamo un’amministrazione comunale più sensibile».

Con grande garbo e senza alzare la voce, la società scordiense chiede dunque soltanto il minimo necessario per poter fare attività, nel basket, nel calcio a 5 e nel tennis, per poter svolgere la funzione sociale dello sport. Abbiamo chiesto una replica al commissario, Filippo Vitale, via pec, e aspettiamo una risposta che saremo lieti di pubblicare: la meritano gli sportivi di Scordia, che con grandi sacrifici provano a portare ancora avanti lo sport.

Roberto Quartarone
Twitter: @rojoazul86

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