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L’inchiesta su “La Sicilia” sull’impianto di San Giovanni Galermo, vandalizzato e inutilizzato ormai da un anno e mezzo… La risposta del Comune…

Tutti gli amanti della pallacanestro etnea ci sono passati, per un motivo o per un altro: il PalaGalermo ha accolto quanti chiedessero ospitalità per quasi vent’anni, è stato più volte definito “casa del basket” catanese. Sono solo lontani ricordi: nell’agosto 2015 un raid vandalico ha reso inservibile l’impianto, privato dell’energia elettrica. Da allora, è abbandonato e oggi chiunque può entrarvi. Vedendo le foto, non sembra il PalaGalermo, piuttosto il PalagAleppo.

Le ringhiere arrugginite e con i vetri distrutti (foto R. Quartarone)

GROPPO IN GOLA. Chi era abituato a passare i weekend lì, non può che sentire subito un groppo in gola entrando e dando un’occhiata in giro. Non esistono più porte, gli infissi di metallo reduci sono pochi, i vetri integri sono stati portati via, rimangono solo quelli infranti. I sanitari sono stati rotti uno a uno con grande perizia, dei quadri elettrici non c’è che lo scheletro. Sono scomparsi buona parte dei tavoli, delle sedie, delle panchine, anche due grandi gabbie con molti palloni. Le tribune sono danneggiate, delle ringhiere rimangono gli scheletri mangiati dalla ruggine, sul parquet c’è di tutto, da scarpe a siringhe a sbiaditi ricordi delle società locali. I muri sono imbrattati, le protezioni strappate. L’unica cosa che sembra integra sono i canestri e le retine: l’anima cestistica resiste, rappresentata dal pallone che fa capolino nelle foto.

LE ORIGINI. Il palazzetto di San Giovanni Galermo è stato realizzato in vista delle Universiadi del 1997 (e non nel ‘67, come scritto sul sito del Comune): costo 5.535 milioni di lire, poco meno di 2,9 milioni di euro. Il sindaco Enzo Bianco propose di intitolarlo a Luciano Abramo, colonna del volley, ma gli rimase il nome di PalaGalermo e diventò la nuova casa della pallacanestro cittadina dopo la fine dell’era del PalaSpedini. Vi ha giocato la Serie B2 maschile, con la Virtus Catania, e l’A2 femminile, con la Palmarès, e ha ospitato gli Internazionali PGS e i Mondiali Militari. Con un’unica tribunetta da 500 spettatori, era sufficiente per accogliere il pubblico. L’ex assessore Antonio Scalia lo ha definito «una piccola bomboniera».

Il canestro lato sud (foto R. Quartarone)

PERCHÉ E COSA SI è FATTO. Ci sono domande che non hanno risposte: perché è successo tutto questo? Tutto parte il 3 agosto di due anni fa, giorno del primo raid. Si organizzò una manifestazione, ma la distruzione è proseguita e le società si sono spostate al PalaCatania. Più volte si sono levati appelli nei confronti del Comune, proprietario dell’impianto. Si è parlato tanto: i tecnici degli assessori Luigi Bosco e Valentina Scialfa hanno quantificato in 35 mila euro i danni. All’atto pratico però non si è fatto nulla, lasciando così l’area abbandonata. Si aspettava la pubblicazione del bando per l’esternalizzazione, nell’aprile scorso.

LA GESTIONE DECENNALE. Il 24 ottobre l’iter si è concluso con l’aggiudicazione all’Asd Blue Angels della gestione del PalaGalermo, anche se manca la firma delle concessioni. Da quel momento, per 10 anni, sarà l’associazione sportiva che si occupa di pattinaggio artistico a prendersene carico, con un contributo comunale di 9.612 € annui. La scheda tecnica presentata prevede delle “proposte migliorative di gestione” per 50 mila euro, meno del 50% delle ore settimanali dedicate all’attività agonistica e quattro unità di personale da impiegare. La Blue Angels ancora non rilascia dichiarazioni in merito al palazzetto, in attesa della firma ufficiale.

Il canestro lato Sud visto dall’alto (foto R. Quartarone)

«LA CASA DEL BASKET»?. Il giorno prima del primo raid, si era tenuta una riunione per la suddivisione degli orari. Con 18 ore settimanali, l’Apd Rainbow era la società con più spazi e l’aveva definita la propria “casa”: «Era l’unico campo dove non pioveva – si rammarica Fabio Ferlito, presidente della società femminile – e per non mettere delle telecamere ora ci saranno danni da almeno 250 mila euro, non c’è più molto da salvare. Mi chiedo perché qui al Sud ci sia questa rabbia, c’è una differenza enorme con il Nord Italia. Il Comune dovrebbe farsi carico del restauro o dovrebbe ammettere la responsabilità degli ingenti danni derivanti dall’abbandono».

SENZA PUNTI DI RIFERIMENTO. Un’altra società che aveva il proprio quartier generale al PalaGalermo è l’Asd L’Elefantino: «Mi sento spaesato, senza un punto di riferimento – afferma il presidente Pippo Vittorio –. Vedendo le foto provo un senso di desolazione, mi fa venire la voglia di smettere. Provo un’amarezza profonda, perché non abbiamo più un impianto pubblico, dobbiamo rivolgerci ai privati. “Lo sport per tutti” non è più vero, il nostro sport richiede anche qualità (di strutture) e quantità (di spazi). C’è stata incuranza e negligenza da parte dell’amministrazione».

Della zona bar rimane ben poco (foto R. Quartarone)

SPIRAGLI AL PALAZURRIA. Una soluzione alternativa per la pallacanestro può essere rappresentata dal PalaZurria, perché il bando per l’esternalizzazione l’ha assegnato al Cus Catania. Il presidente Luca Di Mauro, a “Basket Catanese”, ha affermato che potrà essere destinato proprio al basket e al calcio a 5. «Se potessimo avere il PalaZurria – conferma Ferlito –, ci occuperemmo subito di farlo omologare, almeno per tutti gli incontri del settore giovanile e per gli allenamenti». In tanti aspetterebbero solo questo spiraglio, in attesa del ritorno del PalaGalermo.

 

LA RISPOSTA DEL COMUNE. L’amministrazione comunale è alle prese con gli ultimi snodi burocratici prima dell’affidamento: mancano «il controllo di tutta la documentazione e l’ottenimento di certificati da altri enti (come quello antimafia). Tali procedure sono in via di completamento», spiegano da Palazzo degli Elefanti. «Ormai si approssima il momento della consegna e certamente si solleciterà in questa fase un maggior controllo da parte delle forze dell’ordine»: questo è l’impegno per impedire che questa situazione si ripeta in futuro.

I quadri elettrici: da lì è partito tutto (foto R. Quartarone)

Ma non si poteva agire a priori, magari installando la videosorveglianza? «Il danno maggiore – proseguono – è stato fatto, purtroppo, all’inizio delle azioni vandaliche. Successivamente i danni comunque non sarebbero stati compensati dai maggiori costi. In ogni caso, al momento della consegna, l’Ente terrà necessariamente conto delle circostanze, avuta considerazione che permane a proprio carico la manutenzione straordinaria».

Il Comune si dice pronto ad affiancare la Blue Angels nella salvaguardia dell’impianto: «L’Ente ha il massimo interesse a mantenere attivo l’impianto, senza interruzioni di servizio, a maggior ragione se provenienti da atti di violenza. Quindi si collaborerà con l’aggiudicatario per scongiurare il ripetersi di tali deplorevoli atti».

Come detto in passato dall’assessore allo Sport, Valentina Scialfa, non ci sono particolarità per la palla a spicchi, ma la richiesta d’aiuto delle associazioni cestistiche non può cadere nel vuoto: «Il basket sarà considerato per il suo alto valore sportivo e non solo», conclude la nota del Comune.

 

Roberto Quartarone
da La Sicilia del 07/01/2017

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