Pippo Grasso, il «genio del basket» anni ’50

È scomparso l’altro ieri il giocatore di Giarre, Grifone, Gad Etna e Siracusa… Fu anche arbitro…

 Pippo Grasso – Nato nel 1934, morto nel 2017
 Carriera:
1950-’51 – CSI Catania, Torneo d’Apertura
1951-’52 – CSI Catania, 1ª Divisione
1952-’53 – SC Giarrese, Serie C
1953-’54 – CSI Catania, Serie C
1954-’55 –
1955-’56 – SC Giarrese, Serie C
1956-’57 – CSI Catana, Serie C (9 pr, 67 pt)
1957-’58 – Grifone Ct, Serie C (14 pr, 77 pt)
1958-’59 – Grifone Ct, Serie B
1959-’60 – Pall. Siracusa, Serie B
1960-’61 –
1961-’62 – Sincat Siracusa, Serie B
1962-’63 –
1963-’64 – Grifone Ct, Serie B
1964-’65 – Gad Etna Ct, Serie B (2 pr, 1 pt)

Il 10 aprile 2017 se n’è andato Pippo Grasso. Ormai da tempo era lontano dall’ambiente cestistico catanese, di cui è stato un protagonista assoluto negli anni cinquanta, sessanta e settanta, prima come giocatore e poi come arbitro. Classe 1934, giocò a Giarre, Catania e Siracusa, conquistando sul campo la promozione in Serie B con la Grifone, nel 1958.

«Era, tatticamente, un genio della pallacanestro – lo descriveva Totò Trovato -: giocava con tutt’e due le mani, era appassionato degli Harlem Globetrotters e faceva ridere il pubblico deridendo gli avversari; ma era scarsissimo al tiro e se gli capitava tra le mani la palla decisiva all’ultimo secondo ci mettevamo le mani ai capelli!»

«Era un ottimo play – ricorda invece Andrea Gangemiautore di passaggi tanto smarcanti quanto imprevisti: li ricordo ancora sul naso! Ottima persona, dall’ironia catanese, un simpaticone».

Era un personaggio molto originale e anche Toti Pignataro ne ricorda la simpatia: «Ti ricordo ancora perfettamente in campo con le ginocchiere e le tue finte; ti ricordo magro come un chiodo anche perché fumavi a spese della Grifone; ti ricordo come un grande compagno di squadra».

Nel 1953-’54, il CSI Catania partecipa alla Serie C e gioca alla palestra Umberto I, nel monastero dei Benedettini di Piazza Dante. Ecco Toti Barbera, Reitano e Pippo Grasso sotto un canestro (archivio Toti Barbera)

Dopo il ritiro da giocatore, al termine di una carriera abbastanza lunga in cui militò a lungo in Serie B e Serie C nazionali, decise di indossare il fischietto e iniziò ad arbitrare.

«Era un  grande punto di riferimento per noi giovani arbitri – ricorda Filippo Gambadoro -. Non vedevamo che arrivasse lunedì per andare in comitato e farci raccontare a modo suo come era andata la partita che aveva arbitrato, le risate erano assicurate».

«Quello che si può definire “un gran signore” – aggiunge Enrico Maugeri -. Arbitro di grande competenza e personalità, in campo trovava anche il tempo per spiegarti cosa aveva fischiato».

Porgiamo le più sentite condoglianze alla famiglia, un altro pezzetto della storia del basket a Catania se ne va…

Roberto Quartarone
Twitter: @rojoazul86

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