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Manzo, «condottiero di una grande squadra»

Il coach della rappresentativa siciliana racconta il TdR’17… «Che sia un punto di partenza, è un risultato di tutti, già siamo al lavoro per i 2004»…

Una Sicilia maschile da Hall of Fame consegna il miglior risultato storico mai ottenuto dalla selezione regionale al Trofeo delle Regioni: 6º posto su 20, con tre vittorie e tre sconfitte, e un’annata 2003 che ha scritto la storia. L’unico precedente individuato è l’ottavo posto ottenuto nel 2006 a Cervia dai 1992 allenati da Aldo Leggio; ci sono dunque voluti undici anni per tornare tra le migliori d’Italia, grazie a un torneo sopra le righe e soprattutto in cui si è riusciti a giocare al massimo le partite più importanti.

La formazione maschile

«Nell’ultima partita siamo arrivati con poca benzina – ammette il coach Beto Manzo, che da quest’anno ha avuto la responsabilità della formazione maschile – avevamo già speso tanto, per tutto il torneo. Abbiamo comunque dimostrato che non molliamo mai. Abbiamo ricevuto molti complimenti, per i miglioramenti tecnici e caratteriali, abbiamo messo qualcosa in più, pur giocando tutti i giorni».

Nel girone sono arrivate due vittorie e una sconfitta, ma la partita spartiacque è stata con l’Abruzzo, che ha consentito di entrare nel tabellone delle prime otto. Contro la Puglia si è perso il treno della semifinale assoluta, ma poi è arrivato comunque un sesto posto che premia le ambizioni dei siciliani.

«Solo con l’Emilia non c’è stata partita – prosegue il coach italo-argentino -: sono di un altro pianeta e non abbiamo giocato. Poi sono state una battaglia dietro l’altra, come con l’Abruzzo con la Puglia. Quest’ultima partita è stata dei due volti e, malgrado il nostro black-out nel terzo quarto, abbiamo dimostrato la caratteristica in più che avevamo: nella difficoltà tiriamo fuori il carattere, chiunque altro avrebbe perso di brutto e noi a un minuto dalla fine siamo arrivati sotto di cinque, poi per la stanchezza e abbiamo perso».

I festeggiamenti dopo la storica qualificazione alla parte “nobile” del tabellone.

«Anche contro la Campania è stata una battaglia durissima, loro non hanno mai mollato. Contro il Veneto, infine, ci siamo trovati una squadra molto più fisica, non si capisce come non sia entrata nella finalissima. Noi siamo arrivati stanchi e la loro fisicità ha prevalso, facevamo fatica a girare alla fine. Ma sono soddisfatto per il risultato storico! È un’esperienza meravigliosa che deve essere un punto di partenza, è stato bellissimo ricevere i complimenti di tutti e avere accanto uno staff così importante, con Ninni Gebbia, Massimo Sigillo, Totò Bernardo e Gigi Valora».

È importante, come afferma l’allenatore, che il metodo che ha funzionato quest’anno venga portato avanti: «Il processo è durato più di un anno – afferma -, sono stati visionati e seguiti più di 200 ragazzi. Prenderemo spunto da questo sistema. Più volte vedi i ragazzi più riesci a mettere insieme una vera squadra: questo è il punto di partenza. Abbiamo lavorato tanto senza segreti: i ragazzi sono stati disponibili e hanno fatto sacrifici, venendo ai raduni quasi ogni settimana. Si è fatto dunque qualcosa in più e, con un po’ di fortuna, abbiamo avuto i risultati. Da adesso in poi si deve continuare sulla stessa striscia».

In alto: Giuseppe Lanzerotti (Capo Delegazione) Davide Mica, Emiliano Romeo, Beto Manzo (Capo Allenatore), Andrea De Gaetano, Federico Caroè, Giovanni Gebbia (RTT). In basso: Lorenzo Occhipinti, Gabriele Santacroce, Andrea Pira, Giorgio Guadalupi, Gabriele Signorino, Matteo Floridia, Vittorio Moltrasio, Andrea Lo Iacono. Mancano il vice allenatore Totò Bernardo e il preparatore Gigi Valora.

Altro concetto fondamentale è quello del lavoro in gruppo: «Dev’ssere una vittoria di tutti: delle società, delle squadre, dei dirigenti, bisogna lavorare per il bene comune. Bisogna studiare, formarsi, perché la voglia dei ragazzi c’è, resta a noi allenatori e alle società di venire in contro alla FIP per ciò che si possa mettere a disposizione della loro crescita. Il Centro Tecnico Federale è un luogo di crescita, per aiutarli a formarsi. Se tutti mettiamo un poco del nostro al servizio dei ragazzi e del movimento possiamo solo crescere».

I ringraziamenti finali sono d’obbligo: «L’organizzazione è stata super – chiude Beto Manzo –, il comitato locale ci ha messo a nostro agio, siamo stati veramente bene. I campi erano un po’ lontani, ma si raggiungevano facilmente, solo il viaggio in pullman dalla Sicilia è stato lungo e pesante. Ringrazio tutti quelli che hanno fatto sì che questo progetto vada avanti: da Vallesi che mi ha preceduto, a tutto lo staff, a Bocchino. È una vittoria di tutti, sono solo il condottiero di una grande squadra, di gente per bene che ha portato in alto il nome della Sicilia. Sono grato a loro. La Sicilia c’è, vuole migliorare, gli allenatori ci sono, va fatto un passettino in avanti. Già siamo al lavoro per i 2004».

Roberto Quartarone
Twitter: @rojoazul86

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