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Ilaria Milazzo prepara un ritorno in grande stile

La play 23enne si sta riprendendo dall’infortunio… «Entusiasta della nuova esperienza a Torino, positiva quella a Umbertide, in Sicilia Ragusa la migliore»…

Ilaria Milazzo

C’è chi è abituata a non arrendersi mai. «Sono avanti nel programma di riabilitazione, presto riprenderò ad allenarmi con il pallone al palazzetto di Canicattì. Ho entrambe le ginocchia marchiate, ci vuole tanta motivazione perché il dolore pre e post operatorio ti fa pensare che non potrai più tornare a correre. Ero scoraggiata, ma ho ritrovato la motivazione e la fiducia». La play Ilaria Milazzo, 23 anni, due crociati anteriori saltati, tornerà in campo dopo l’estate con Torino per la sua settima stagione in Serie A1 da protagonista, più forte di prima.

«Sarà una nuova esperienza, sono molto contenta – spiega –: la società e l’ambiente mi hanno fatto una bella impressione, mi hanno voluto con insistenza, ho grandi motivazioni. Conosco bene l’allenatore Massimo Riga, già vice della Nazionale U-20. Sono entusiasta e ho tanta voglia di riprendere a giocare».

Milazzo è stata una delle protagoniste dello scudetto Under-15 con la Lazùr Catania, prima dell’altra esperienza giovanile alla Rainbow Catania e in A1 con Priolo e Umbertide. «Quando mi sono infortunata – riprende – ero la terza migliore realizzatrice italiana dell’A1, la prima play per valutazione. L’esperienza dell’altro infortunio, due anni fa, mi serve: non ho avuto paura, solo di aver timore a saltare o lottare su ogni pallone. Per l’altro infortunio ho ripreso come se mai ci fosse stato, spero che sarà lo stesso ora».

Il biennio con Umbertide si chiude con un quinto e due settimi posti, senza mai passare il primo turno dei play-off. «Malgrado mi sia fatta male due volte – si rammarica Milazzo – il mio è un bilancio molto positivo: un po’ di sfiga mi ha insegnato tanto, ho attraversato momenti difficili e li ho superati, sono cresciuta dal punto di vista umano e cestistico, mi sento arricchita interiormente. Mi dispiace lasciare Umbertide, lascio un ricordo positivo».

Milazzo, che a breve potrà laurearsi in Economia a Perugia, dà uno sguardo alla sua Sicilia cestistica, che ha lasciato nel 2014 in condizioni meno critiche. «Nella femminile, Ragusa è la realtà migliore, bellissima, porta avanti il nome della Sicilia, che è sempre più a terra. È una bella realtà che cresce e con obiettivi alti, dunque onore alla società e al presidente, che investe e crea entusiasmo. È una delle poche realtà che si salvano, forse con Palermo. Il movimento a livello nazionale decresce, ci vorrebbero delle politiche e delle strategie diverse per incentivare le società a investire, sia a livello nazionale che regionale».

 

Roberto Quartarone

da La Sicilia del 05/06/2017

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