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Boschi si ritira con una lettera al basket

La guardia ex Grifone, Mascalucia e Skoppy lascia il campo… «Basket, è giusto che tu sappia quanto sei stato importante»…

Alessio Boschi (foto G. Lazzara)
Guardia, nato a Caserta nel 1981
La carriera in Sicilia
2007–’08 Grifone (C2) 11 pres, 23 pt.
2008–’09 Mascalucia (C2) 13, 138 
2009–’10 Mascalucia (D) 22, 332
2010–’11 Mascalucia (C2) 22, 327
2011–’12 Mascalucia (C2) 18, 100
2012–’13 Mascalucia (C2) 13, 94
2013–’14 Mascalucia (D)
2014–’15 Tremestieri (P)
2015–’16 Tremestieri (D) 15, 95
2016–’17 Rainbow (P) 12, 101

Ho pensato di scriverti e ti premetto che cercherò di essere meno noioso e sdolcinato possibile.
Anche perché non sai nemmeno chi sono.
Ma devo farlo.
Per una questione di gratitudine.
Perché è giusto che tu sappia quanto sei stato importante nella mia vita.
Ti ho incontrato da bambino e non ti ho più lasciato.
Il famigerato colpo di fulmine.
Grazie a te ho imparato a relazionarmi con gli altri, a condividere successi e sconfitte, a sentirmi parte di un gruppo, a superare tanti dei miei limiti.
Grazie a te ho incontrato in questi anni i miei amici più cari, persone che hanno reso migliore la mia vita e che farò di tutto per non perdere mai.
Grazie a te ho davanti agli occhi i sacrifici dei miei genitori quando mi accompagnavano ovunque pur di farmi allenare ed aspettavano in una palestra che io terminassi, incuranti del caldo o freddo che prendevano.
Solo per permetterci di stare assieme.
Grazie a te ho affrontato il dolore, quello che ti annienta.
E nel 2002 ho lasciato il mio numero 4, quello del mio idolo, (Roberto [Brunamonti] ti voglio bene) per prendere il 17, il giorno di nascita di mio padre.
Perché se su quegli spalti non c’era più, io lo sentivo ugualmente con me.
Grazie perché mi hai spinto a sacrificarmi, a macinare per mesi anche 200 km per allenarmi.
E non perché fossi un eroe, ma perché quando le cose non andavano per il verso giusto e mi sentivo soffocare, aspettavo quell’ora e mezza per ricominciare a respirare.
Ringraziando te ringrazio tutti.
I miei allenatori, i miei compagni di squadra, i miei capitani, le società dove ho giocato, gli avversari con cui mi sono battuto.
Ho cercato di viverti con lealtà ed onestà e ti chiedo scusa se in alcune occasioni ti ho deluso anteponendo la parola “IO” prima di “NOI”.
Ti prometto che non è un addio, perché ogni volta che vedrò un canestro in una palestra, in un playground o in un palazzetto la sparerò senza rispetto, come mi hai insegnato tu.
Grazie con tutto il cuore da quel bambino che insieme a te è cresciuto e che, grazie a te, è diventato SICURAMENTE un uomo migliore di quello che sarebbe stato.
🏀❤️🏀

Alessio Boschi

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