Alfa trascinata da Murphy alla settima vittoria di fila

Secondo parziale decisivo dopo un primo quarto equilibrato… Gottini 18 punti, dall’altra parte ottimo André…

 Alfa-Alcamo 78-68
Polisportiva Alfa Catania: Murphy 18, Gottini 18, Ferrara, Signorello ne, Consoli 8, Riferi, Gemmellaro ne, Florio 4, Patanè ne, Arena 4, Kolonicny 12, Abramo 14. All.: Bianca.
Libertas Alcamo: Genovese 3, Ranalli 7, Costadura 2, Bottiglia 7, André 20, Manfrè 6, Provenzano 7, Amato 14, Accardo ne, Ajola 2. All.: Ferrara.
Arbitri: Di Bella e Catania.
Parziali: 16-16, 38-27, 60-44.

Il remake della finale di Serie D 2016 è una gara fisica, combattuta e vinta con merito da un’Alfa che piazza il break nel secondo periodo e poi tiene a bada i coriacei alcamesi. Grande protagonista di giornata è Dennis Murphy, l’americano di Sigonella che rimane un rebus per la difesa ospite, mentre dall’altra parte l’immenso Darío André tiene sempre in parta una squadra che mette in campo tre promesse come Genovese, Costadura e soprattutto Amato.

Forse non sarà vero che «sette è la misura massima di qualsiasi cosa», come recita lo youtuber Sio, ma è un’ottima unità di misura per tastare le capacità alfiste. Intanto perché sono 7 le vittorie di fila; poi perché nella settima gara la squadra dimostra di saper soffrire e capire come adattarsi all’avversaria. Dopo il 6-0 firmato dallo Speedy Gonzales dell’Etna, Luciano Abramo, André e Amato rispondono e la tripla di Provenzano ribalta il punteggio sul 12-14. Non basta il solito incontenibile Teo Gottini, così Andrea Bianca manda in campo Murphy.

Ed ecco l’adattamento: l’esterno illinoisan cattura una miriade di falli, entrando a canestro, appoggiando al tabellone e segnando poi il libero aggiuntivo. I falli diventano un problema per gli ospiti, coach Ferrara cambia spesso ma i 9 minuti e mezzo senza canestri dal campo pesano.

La settima partita è una misura anche della capacità da grande squadra di dosare le forze e controllare la gara senza strafare. Anche perché i restanti 20’ vanno avanti abbastanza in equilibrio: il lungo Kolonicny si muove bene sull’esterno, Amato e Manfrè provano a rispondere, ma i sigilli finali sono messi da Florio e dal ceco dai 6.75. Il rientro in campo di Abramo e Consoli, usciti infortunati, fa tirare un sospiro al buon pubblico del Leonardo.

«Credo che si sia giocata un’ottima partita, ben arbitrata – spiega Murphy, mvp della gara –. Loro scappavano e noi li riprendevamo, ma noi ci abbiamo dato dentro, giocando alla grande in difesa, infine siamo passati in vantaggio e abbiamo centrato la vittoria. Adoro la squadra, giocare in un campionato era qualcosa che volevo fare nella mia vita e sono grato a Carmelo Carbone e Andrea Bianca e tutti quelli che hanno creduto in me. Qui posso essere felice e il ringraziamento enorme va a Nico Torrisi: l’organizzazione è ottima, tutto è in ordine, il top. E ringrazio anche i tifosi, leali e rumorosi: ci danno grande energia».

«Adoro il basket – prosegue Murphy –, è il mio cuore, approfitto di qualsiasi momento in cui possa vederlo, anche perché posso imparare da altri, perché un giorno vorrei allenare. Ho giocato da semipro in America e per la Marina, anche in un torneo militare in cui perdemmo contro l’Italia! Per la prossima partita Bianca ci preparerà benissimo».

«Dobbiamo lavorare tanto nelle collaborazioni – chiude coach Bianca –, ma anche nella difesa individuale nei ruoli più vicini al canestro». E sabato arriverà Ragusa al Leonardo.

 

Roberto Quartarone

da “La Sicilia”, 13/11/2017

 

Al Leonardo Da Vinci, l’Alfa Basket Catania conquista la settima vittoria consecutiva. La capolista rossazzurra continua a dominare nel campionato di Serie C Silver. Turno casalingo sfruttato al meglio. La neopromossa Libertas Alcamo di coach Vincenzo Ferrara è costretta alla resa per 78-68. Settima sinfonia “alfista” davanti ad un numeroso e caloroso pubblico, che non ha mai smesso di incitare a gran voce il quintetto guidato da coach Andrea Bianca e dal suo assistente Salvo Taormina. L’Alcamo tiene botta alla prima della classe. Il primo parziale è equilibrato (16-16 il finale). Nel secondo periodo, i padroni di casa cambiano marcia. Al riposo lungo l’Alfa è avanti per 38-27.

Un ispirato Dennis Murphy, grinta, fisicità e mano “caldissima”, trascina la squadra rossazzurra negli ultimi due quarti di gioco. L’americano di Sigonella fa la differenza e realizza 18 punti così come l’eterno Teo Gottini. Ottime anche le prestazioni di Marco Consoli, Daniel Arena e Luciano Abramo, nel finale frenato da un duro colpo subito. Gli ospiti non sfigurano affatto con il “sempreverde” Dario Enrique Andrè presente sotto le plance e il giovanissimo Lorenzo Genovese (classe 2000), figlio di Giacomo, assistant coach della Green Basket Palermo, che mostra qualità e stoffa.

“Ancora una volta abbiamo avuto un’ottima intensità difensiva – afferma a fine partita il tecnico dell’Alfa, Andrea Bianca -. Bravi tutti i ragazzi. Sicuramente registriamo una sofferenza nel reparto giocatori interni. Andrè ha fatto la differenza nonostante la sua non giovanissima età. Un giocatore molto conosciuto, che ha preso tantissimi vantaggi sia finalizzandoli per se stesso sia consentendo alla sua squadra di avere spaziature che ci hanno messo in difficoltà. Dobbiamo lavorare tanto nelle collaborazioni, ma anche nella difesa individuale nei ruoli più vicini al canestro. Un complimento particolare va a Dennis Murphy, che ci ha consentito con il cambio di ritmo e la precisione al tiro di poter controllare tranquillamente l’inerzia della gara. Bene tutti, ma in difesa dobbiamo migliorare sotto canestro”.

La photogallery di Umberto Pioletti su Facebook

Addetto stampa
Polisportiva Alfa Catania
Umberto Pioletti

Carattere, gioco, miglioramenti in difesa e rotazioni più frequenti. Così la Libertas mette in difficoltà la capolista Alfa Catania, unica squadra imbattuta, e dimostra evidenti segni di miglioramento sotto diversi aspetti a cominciare dalla capacità di reagire e rispondere, botta su botta, agli allunghi degli avversari.

Immenso Dario Andrè capace di correre e lottare come un ragazzino. A 150 secondi dalla fine una palla recuperata a centrocampo in collaborazione con Ranalli, viene afferrata dall’italo-argentino che si lancia in palleggio a canestro senza che nessuno riesca a raggiungerlo. E’ il canestro del – 7 ma subito dopo una bomba di Florio, con le mani dello stesso Andrè in faccia, chiude definitivamente il match.

Ma la Libertas ieri ha lottate e giocato con grande spirito di gruppo: bombe e penetrazioni di Amato, grande difesa e abnegazione di Provenzano, sprazzi importanti di Bottiglia e Ranalli, diverse rotazioni e novità tattiche disposte da coach Ferrara.

Guardando ai numeri la vera differenza l’ha fatta il bilancio fra palle perse e palle recuperate: 24 contro 11. La cifra tiene conto, ovviamente, di numerose palle vaganti sulle quali ancora i ragazzi della Libertas non riescono ad arrivare in tempo utile. A cercare il pelo nell’uovo sono poi mancati i consueti punti di Manfrè che però si è sacrificato tantissimo, e con buoni risultati, in difesa.

Catania, dal canto suo, ha ricevuto nel secondo periodo la spallata decisiva da parte dell’americano Murphy. Mai il colored, nelle altre gare di campionato, aveva segnato così ed aveva procurato tanti grattacapi alle squadre avversarie. La difesa alcamese ha invece ben funzionato su Abramo costringendo il capocannoniere della C Silver a innervosirsi e a realizzare “appena” 14 punti.

Il match del “PalaDaVinci” ha quindi ridato fiducia al quintetto alcamese reduce da tre sconfitte consecutive. A Catania è arrivata la quarta ma le cose sono notevolmente migliorate offrendo, certamente, buoni auspici per le prossime gare ci campionato. A cominciare da domenica prossima quando al “PalaTreSanti” arriverà l’Agatirno Capo d’Orlando, formazione da battere a tutti costi per allontanarsi dalle zone pericolose della classifica.

L’addetto-stampa
Piero Messana

//pagead2.googlesyndication.com/pagead/js/adsbygoogle.js

Lascia un commento

Your email address will not be published.