A Paternò s’inaugura il gioco inclusivo

Sabato 10 febbraio alle 11 al parco del Sorriso, l’Inner Wheel Paternò-Alto Simeto inaugura con le autorità cittadine il gioco donato dopo l’evento del 10 settembre…

A settembre, l’evento nel campetto esterno del palazzetto di via Bologna a Paternò è stato battezzato “Se giochi tu, gioco anch’io: l’obiettivo era raccogliere fondi per l’acquisto di una giostra inclusiva da donare a uno dei parchi di Paternò, cioè di un gioco di cui anche i bambini diversamente abili possono usufruire. Per questo, sono scese in campo le squadre di basket in carrozzina del Cus Cus Catania e della Virtus Eirene Ragusa e la formazione di Promozione del Basket Club Paternò.

Sabato 10 febbraio alle 11 si potrà rispondere a quell’evento con un deciso “Sì, vieni, giochiamo insieme”. L’Inner Wheel Club Paternò-Alto Simeto ha infatti acquistato la giostra, che è stata montata e potrà così essere fruita da ogni bimbo nel parco del Sorriso di Paternò.

Sabato mattina, in via del Platani, alla presenza delle autorità cittadine, si concluderà dunque il service annuale dell’Inner Wheel. «L’idea è nata dalla necessità di abbattere le barriere, fisiche e mentali, che impediscono ai bimbi di poter giocare insieme – spiega la presidentessa dell’Inner Wheel locale, Anna Maria Marraffa –. Con il grande impegno delle socie e di tanti amici che si sono prestati all’organizzazione, siamo riusciti ad acquistare la giostra che doniamo con gioia al Comune di Paternò. Ringrazio per questo le società sportive del Cus Cus Catania, della Virtus Eirene Ragusa e del Basket Club Paternò, oltre all’associazione Presenti per Paternò, al sito Basket Catanese, all’Amministrazione Comunale. Con le socie, siamo felici di condividere questo grande traguardo con tutta la cittadinanza».

La speranza del Club Inner Wheel Paternò-Alto Simeto è di contribuire così a lasciare un’eredità di lunga durata, un segno tangibile che permetta a tutti i bambini, non sono quelli di Paternò, di poter vivere la loro infanzia serenamente e diventare dunque degli adulti senza barriere mentali, che vanno abbattute come quelle fisiche.

Roberto Quartarone

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