Lo spareggio premia Giarre: ai play-off dopo la battaglia

Conquistati per la quarta volta nella storia gli spareggi per la B… Messina inizia benissimo, poi Giarre rimonta… Tantissimi falli… Motta decisivo… Le parole di Marzo…

Giarre – BS Messina 71–68
Parziali: 11-24, 33-38 (22-14); 49-47 (16-9), 71-68 (22-21).
PalaCannavò di Giarre, 25 febbraio, 17:30

Basket Giarre: M. Costanzo ne, Quattropani ne, D’Urso ne, Vitale 7, Arcidiacono 16, Ciaurella © 5, N. Leonardi ne, Marzo 13, Spadaro 4, Cantarella ne, Motta 10, Casiraghi 15. All.: D’Angelo.
Basket School Messina: Scimone ne, Romeo, Buono 1, Squillaci 14, Cavalieri © 8, Mazzù 12, Fathallah 12, Corazzon 21, Cordima ne, Baldoni, Faye. All.: Romeo. Vice: Libro.
Arbitri: Lorefice e Di Mauro. Udc: Calvagno, Calcagno e Patanè.

Claudio Casiraghi tira, difende Claudio Cavalieri (foto R. Quartarone)

Quando il Basket School ha piazzato tra il primo e il secondo periodo un break da 0-16, neanche il più ottimista dei supporter gialloblù ha potuto evitare di tremare pensando all’ennesima sconfitta stagionale casalinga. Invece no: Giarre ha sfoggiato ieri una prova di maturità encomiabile, di sacrificio, di gioco di squadra e anche di crescita collettiva. Infine ha vinto, che significa agganciare la salvezza diretta e la qualificazione play-off.

È un altro successo targato da coach Ignazio D’Angelo, dopo la promozione dalla D della scorsa primavera: nel 2008-’09 e nel 2009-’10 c’era sempre lui sulla panchina giarrese nelle prime due precedenti partecipazioni ai play-off. Solo nel 1965 la squadra aveva partecipato agli spareggi per la Serie B e, anche se difficilmente si andrà oltre i quarti di finale, questa qualificazione rimane un premio storico per il roster giarrese.

Davanti a un pubblico che tifa senza sosta e partecipa per i 40′, si dispiega una battaglia all’ultimo respiro, con i nervi tesi per la posta altissima. È uno spareggio da mors tua, vita mea e i messinesi lo interpretano benissimo per 15′. Senza Hendrych squalificatoHaitem Fathallah fa girar palla, Claudio Cavalieri mette la solita grinta, Gianlorenzo Corazzon è ovunque, Francesco Mazzù è concreto. Un pressing asfissiante condisce il tutto. È così che dall’11-10 si arriva all’11-26. Partita instradata verso il lato biancorosso?

Andrea Buono (foto R. Quartarone)

Tutt’altro. D’Angelo cambia la difesa, Gabriele Vitale cambia marcia e inizia la rimonta. Con Alberto Marzo che non si risparmia e Claudio Casiraghi che segna quando serve, si erge a protagonista Federico Motta: il lungo belpassese mette in campo una grinta inedita, è una muraglia al fianco di Riccardo Arcidiacono lì dove Messina soffre di più, sotto il canestro.

La gara è durissima (23-32 i falli), Arcidiacono e Marzo finiscono ko per qualche minuto, Ciaurella e Spadaro lottano su ogni pallone. Con una zona impenetrabile, la rimonta continua lentamente, dalla lunetta: è Marzo che fissa il 45 pari e poi il 49-47. Mentre via via escono dal gioco Fathallah, Marzo, Cavalieri (fuori dopo il fallo sul 2+1 di Arcidiacono), lo stesso Arcidiacono e Mazzù per cinque falli, un superbo Corazzon tiene in gara i suoi. Casiraghi e soprattutto Motta però mantengono quei punticini necessari, grazie anche allo 0/2 ai liberi di Squillaci alla fine.

Giarre festeggia e, come dice nell’intervista post partita su RealBasket Sicilia, «non si può volere nulla di più dalla vita tranne che un amaro»! Messina recrimina, ma ha ancora l’ultima flebile speranza di salvarsi direttamente: dovrà battere l’Alfa e sperare che Alcamo perda.

 

Roberto Quartarone
Twitter: @rojoazul86

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