Catania ottava al torneo nazionale forense

L’incrocio contro i campioni di Santa Maria Capua Vetere impedisce un piazzamento migliore… In ricordo di Ciampi e Appiani… Matricola trascinata da Mazzerbo…

Otto avvocati e tre magistrati catanesi hanno passato un weekend di basket a Reggio Emilia, sede del terzo Torneo Nazionale Forense. Il risultato finale, l’ottavo posto, non è male su 12 partecipanti, ed è giunto dopo la vittoria su Torino (29-62) e le sconfitte contro i campioni di Santa Maria Capua Vetere (52-35) e Palermo nella finalina (42-47). In campo sono andati alcuni giocatori del recente passato, condotti dall’incontenibile Vittorio Mazzerbo, già miglior marcatore della Serie D in due delle ultime tre stagioni.

Nella foto, sono schierati: in alto l’allenatore Carmelo Minnella, Daniele Belluomo, Vittorio Mazzerbo, Marco La Malfa, Giorgio Romano, Bruno Rumasuglia, accosciati Gabriele Mandolfo, Tommaso Perna, Marco Bisogni, Marco Minnella, Andrea Petrone. Se non si fosse trovata di fronte la formazione campana, poi vittoriosa in finale sull’Umbria (68-59), sicuramente avrebbe ottenuto un miglior risultato.

Al torneo hanno partecipato 200 tra magistrati e avvocati, provenienti anche dall’estero. Il PalaBigi ha ospitato anche Alessandria, Cagliari, Ius Emilia, Wolfsburg, Marche, Milano, Torino, Trapani e Umbria. La finalità è stata commemorare il magistrato Fernando Ciampi e l’avvocato Lorenzo Claris Appiani, uccisi il 9 aprile 2015 nel Palazzo di Giustizia di Milano, oltre a chi ha subito aggressioni e intimidazioni durante l’esercizio della professione.

Roberto Quartarone
Twitter: @rojoazul86

«Per non dimenticare»… Il torneo nazionale forense visto da coach Carmelo Minnella, che ha guidato gli etnei a Reggio Emilia…

Si è svolto a Reggio Emilia, dal 13 al 15 aprile, il terzo torneo nazionale forense di basket “Per non dimenticare”, proprio per ricordare la morte dell’avvocato Lorenzo Claris Appiani, del magistrato Fernando Ciampi da parte di Claudio Giardiello (che uccise anche il coimputato nel processo per bancarotta fraudolenta Giorgio Erba) avvenuta il 9 aprile 2015 nel Tribunale di Milano.

Mai come in questa occasione, il risultato non contava. Come ha ricordato la mamma di Lorenzo Claris Appiani nella cerimonia conclusiva, l’importante è che tutti, insieme, possano collaborare per evitare che tali drammatici fatti – l’uccisione di un magistrato e di un avvocato mentre esercitavano le loro funzioni nel luogo deputato ad assicurare l’amministrazione della giustizia – possano ripetersi.

Come ha detto nella sua lectio magistralis il Primo Presidente Emerito della Corte Suprema di Cassazione, Ernesto Lupo, non dobbiamo farci spaventare da questa nuova e complessa società. Come ha scritto Zygmunt Bauman in “società liquida”, oggi assistiamo ad una modernità complessa (liquida, per l’appunto, che si fonda su qualcosa che non è solido, in cui la vera modernità è la convinzione che il cambiamento è l’unica cosa permanente e che l’incertezza è l’unica certezza), non dobbiamo farci ingolosire dalla “retrotopia” (ossia il desiderio di tornare indietro, al passato che è più fermo, più sicuro) ma dobbiamo invece essere stimolati dall’avere un compito più difficile.

Comunque, il merito della prima partecipazione del foro catenese alla manifestazione va a Marco Minnella e a Giorgione Romano, che hanno curato anche tutti gli aspetti organizzativi. Ma tutto il gruppo di ragazzi che ho allenato è stato semplicemente straordinario ed ha vissuto l’evento nel migliore dei modi, mettendo tutto in campo e negli eventi collaterali. Come matricola del torneo abbiamo ricevuto i complimenti degli addetti ai lavori perché abbiamo giocato insieme, mettendo in campo una buona pallacanestro.

Purtroppo abbiamo incontrato subito, nel meraviglioso palcoscenico del Pala Bigi, Maria Capua Vetere nelle cui file militava un certo Mastroianni (dieci anni in serie A con la Juve Caserta) e Vignola (con un lungo passato in serie B). Nonostante ciò siamo partiti forte, chiedendo il primo quarto in vantaggio, prima che il duo Mastroianni e Vignola cominciassero a segnare da tutte le posizioni (nonostante marcati sempre stretti). Con Torino giocata una grande partita dove tutti sono andati a referto, girando la palla, soprattutto per Vittorio Mazzerbo che non ha praticamente mai sbagliato. Nelle finalina contro Palermo, punto a punto, abbiamo pagato la minore fisicità e tasso tecnico ma ci abbiamo provato fino alla fine.

Ho ruotato tutti nel rispetto dell’evento e nello spirito del gioco, i ragazzi hanno risposto sempre presente, mantenendo identità di squadra, in attacco e in difesa (l’unica squadra del torneo che ha difeso sempre a uomo…). Ho fatto alla fine i complimenti a tutti, ringraziandoli ad uno ad uno dicendogli come sia più importante consolidare i valori nel gruppo che giungere solo ad una spesso sterile vittoria. Quegli stessi valori che sono fermamente convinto i miei “colleghi”, avvocati e magistrati, metteranno come sempre, ogni giorno, “in campo” per assicurare il sommo fine della giustizia.

Carmelo Minnella

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