Il Cus Catania si giocherà la C ad Agrigento

Sconfitta assurda in casa, dopo aver condotto per 36’… Alescio, Murphy, Cuccia e Persano ci sono sempre… Le video interviste a Cuccia e Savoca…

Cus Catania-Agrigento 94-100
Parziali: 22-15, 46-41 (24-26), 70-62 (24-21), 94-100 (24-38).
PalaCus di Catania, 14 aprile, 19:00

Cus Catania: Lo Faro 13, Arcidiacono ne, Vasta, Cuccia 11, D. Fichera, Bonaccorsi 17, Alescio 21, Persano 13, Corselli ne, Murphy 19. All.: Russo. Vice: Vaccino.
Fortitudo Agrigento: Savoca 27, Lo Nigro 5, D. Roccaro, Moricca ne, Trupia 2, Napoli 16, Cuffaro 19, Magro 17, T. Roccaro 8, Carità 6, Gentile, Abbate ne. All.: Giovanatto.
Arbitri: D’Amore e Micalizzi. Udc: Pappalardo, Luppino e Ferrara.

 

Cuccia e Persano, i migliori dei cussini (foto R. Quartarone)

Quando tutto sembrava perduto, Agrigento è riuscita a tirar fuori dal cilindro un ultimo periodo mostruoso, da 38 punti segnati, con i gioiellini Savoca e Cuffaro capaci di ribaltare la sconfitta di gara-1 e prolungare la serie play-out alla bella che si giocherà sabato al PalaMoncada.

«Abbiamo giocato con grinta – spiega Luca Savoca –, l’importante è stato crederci e aver riportato la serie a casa. È stata dura venire qui con un pubblico così acceso. Abbiamo dimostrato di essere all’altezza».

Il Cus si è suicidato: per 36’ conduce la gara, con fisicità e di potenza. Lo Faro e Bonaccorsi si caricano di responsabilità, ma Alescio, Murphy, Cuccia e Persano intervengono nei momenti più caldi tenendo a bada gli ospiti.

La squadra schierata nel prepartita (foto R. Quartarone)

Dal 26-15, la confusione permette Agrigento di agganciare il 39 pari (tripla di Napoli). Le difese ballano: il Cus respira con Alescio, Bonaccorsi e Persano (72-64), ma a 3’58” dalla fine ecco quinto fallo di Lo Faro. Agrigento sorpassa con Roccaro e Savoca (80-84), Murphy risponde, ma Savoca è incontenibile. Sul 90-97, la tripla di Alescio con fallo subito viene annullata e dato un fallo semplice e la gara si chiude lì.

«Ce la giocheremo ad Agrigento, andremo con il sangue agli occhi e il coltello fra i denti, vogliamo mantenere la C, la meritiamo», chiude Eugenio Cuccia.

 

 

Roberto Quartarone

da “La Sicilia” del 16/04/2018

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