Gianfranco Morelli: «Ragazzi meravigliosi»
Il «film» del coach della rinascita adranita

La festa al castello, una squadra che si è costruita nel tempo… I complimenti ad Acireale, la mamma che ha spinto il tiro di Ennis e i sacrifici di tutti…

Un timeout di coach Gianfranco Morelli (foto G. Lazzara)

Gianfranco Morelli, il più siciliano dei triestini, ha dimostrato che i miracoli sportivi sono possibili. Ha conquistato la promozione in Serie C Silver con l’Adrano Basket contro Acireale, vincendo una partita incredibile di un punto con un canestro impossibile di Ennis Whatley a 2″ dal termine. Personaggio eccentrico e preparato, amato e criticato, ha legato il suo nome a due delle imprese più difficili del basket etneo nel nuovo millennio: la salvezza della Virtus Catania e ora la promozione dell’Adrano, società che ha allenato per la sesta stagione in carriera.

«Questa vittoria è per i ragazzi – esulta – che si sono accollati di tutto, abbiamo lavorato come bestie facendo un mare di sacrifici, sono stati meravigliosi. Dovrebbero vendere il soggetto di questa stagione a Hollywood per farne un film. L’estate scorsa mi chiama Antonio Bulla: torna, dobbiamo dare continuità al lavoro di Michael Magagnoli e Vincenzo Castiglione. Avere un coach ad Adrano comporta spese, energia, tempo e non è facile per me, che la mattina insegno a Librino e il pomeriggio sono in studio, ma ho accettato».

Ennis Whatley: sua la tripla decisiva (foto G. Lazzara)

Ed ecco il copione del film… «Noi non abbiamo l’organizzazione del Gravina, ma siamo riusciti a fare tre campionati giovanili, Under-20, 16 e 13. Alle spalle c’è un impegno della Madonna. E dovevamo concentrarci solo sulle giovanili, dato che al raduno eravamo in pochi e non potevamo aspirare nemmeno ai play-off. Poi poco a poco sono arrivati Maurizio Grasso, in condizioni pessime dopo il ritiro e tornato in forma solo a febbraio, Ennis Whatley, che ha aspettato cinque mesi il permesso di soggiorno, Dario Bascetta, che s’era infortunato al piede ed è tornato in campo, e Marco Pennisi, che ho voluto fortemente e ha giocato un’annata incredibile (il mio rapporto con lui mi ricorda quello con Marco Consoli). In più tutti lavorano, Damiano Russo è stato fuori prima e dopo gara-1: anche questi sono sacrifici».

La svolta, casualmente (ma anche no), è arrivata dopo la gara d’andata ad Acireale. «Sono pure stato fuori un mese perché mi sono rotto il crociato, a 53 anni! – si rammarica Morelli – Dopo quella partita al PalaVolcan giocata malissimo, eravamo settimi. Da allora abbiamo fatto 15 vittorie e 2 sconfitte, con una pressione addosso incredibile, abbiamo fatto vedere chi eravamo davvero, ci siamo presi la rivincita per dieci anni fa ed è stato più bello per aver vinto davanti a mille persone con un’Armata Bianconera meravigliosa».

Marco Pennisi, gran partita in finale (foto G. Lazzara)

Morelli e Adrano, Adrano e Morelli: due annate d’altissimo livello in una C2 stellare nel 2006-2008, con una finale persa ma una striscia di 22 vittorie consecutive; tre senza acuti nel 2011-2014, con un play-out vinto sul Milone Capo d’Orlando e un play-off contro Cefalù, nel periodo della rifondazione; l’estate scorsa il ritorno. «Nessuno si ricorda delle salvezze, ma anche contro Capo d’Orlando rimontammo dal -15, vincendo con un tiro di Dario Bascetta. In queste partite vengono fuori le responsabilità: immaginate il peso dopo tre anni in cui la squadra aveva perso la C per una vittoria (in C2 e le due finali di Serie D). Poteva succedere qualsiasi roba e avremmo perso in casa gara-2. E invece siamo andati fino in fondo, malgrado un campionato di livello “bunazzu” rispetto al passato e con squadre come Acireale, Amatori, Gela, Castanea e anche Comiso, tutte molto competitive».

Eppure gara-3 di finale è stata in mano agli acesi per 40′. «Per il campionato meritavamo noi, per la partita meritava Acireale – prosegue Morelli -. Hanno fatto una gara mostruosa: Budrys mi piace da impazzire, complimenti a loro, difendono a uomo, giocano bene in attacco, a Gulisano non darei una lira per il fisico ma ha una personalità pazzesca. Noi siamo stati bravi ad avere i co….i per tornare in partita dal -14. Ho rivisto la difesa, passando alla zona 1-3-1 e 2-3 per evitare i loro tagli sul lato debole. Alla fine, per quella tripla, ho pensato solo a mia mamma: è morta da poco e sono sicuro che lei ha fatto entrare il tiro di Ennis»!

 

Questa serie finale, un derby dei due versanti dell’Etna, è stata super seguita e con tifo caldissimo come non mai. «In 18 anni a Catania non ho mai visto così tanta gente – si è stupito il coach triestino -. In più, dopo la partita, i ragazzi mi hanno obbligato ad andare fino ad Adrano: c’era una festa incredibile, sono impazziti tutti, sono venuti al Castello, abbiamo bevuto e festeggiato con cori, tamburi fino alle 2:30… Meraviglioso! Ci vorranno settimane per recuperare!»

Ora è il momento di riposare: c’è una lunga estate prima della Serie C.

Roberto Quartarone
Twitter: @rojoazul86

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