L’addio a Pippo Ciaurella, primo bomber giarrese

Protagonista della promozione in D nel 1970-’71 e delle tre salvezze successive… «Mattatore implacabile»… I 42 punti contro Paternò e 29 con Agrigento…

Il 23 luglio il basket giarrese ha pianto per la scomparsa di Pippo Ciaurella, il primo vero bomber visto nella città ionica. Classe ’48, era un lungo con la licenza di segnare e ha legato la sua carriera cestistica a un periodo specifico: la promozione della Polisportiva Patriarca dalla Promozione alla Serie D del ’71 e poi la permanenza dei gialloblù in quarta serie per le tre stagioni seguenti. «Una stella che luccicherà sempre negli annali dello sport giarrese», ha scritto di lui Sebastiano Trovato.

Un’altra foto del 1971-’72 o, più probabilmente, del 1972-’73: Ciaurella è il numero 12

Il «mattatore implacabile», com’era definito nelle cronache di Pietro Barbagallo Coco su “La Sicilia”, era imprescindibile nella squadra allenata da Carmelo Fotia. Basti pensare che nell’anno della promozione, conquistata vincendo per 49-50 al PalaSpedini sul Cus Catania nella partita decisiva del 28 marzo ’71, Ciaurella registrò 25,8 punti di media, segnando anche 42 punti all’Itala Paternò e 28 proprio contro i cussini; nel periodo in cui fu assente, la squadra registrò le uniche tre sconfitte in stagione.

L’anno dopo, all’esordio in D, la sua media (18,9 punti, senza il tiro da tre) fu necessaria per raggiungere il quarto posto; Ciaurella registrò anche un trentello alla Fiamma Messina. Maluccio andò la stagione successiva: Ciaurella iniziò solo alla nona giornata e la squadra fu meno brillante, chiudendo 10ª, con 29 punti del lungo all’ultima giornata contro Agrigento e un 17,2 di media. La squadra finì 7ª in Serie D nel 1973-’74, ma fu l’ultima partecipazione: rinunciò e fino al 1979 rimase fuori dalla D. Già quell’anno Ciaurella aveva appeso le scarpette al chiodo, senza aver esordito nei campionati nazionali malgrado la corte delle società di Catania di Serie C.

«Il suo maestoso carisma – scrive Carmelo Spitaleri -, la forza fisica, la classe innata, la generosità contagiosa e la grande lealtà hanno fatto di lui un grande atleta- simbolo per tanti giovani, che hanno avuto la fortuna di conoscerlo ed apprezzarlo. Memorabili le partite-spareggio con il CUS Catania, che sancirono la promozione del Giarre nella categoria superiore, decise dalle sue giocate ricche classe, forza e genio».

Ciaurella non allenò mai, ma nel 1985 nacque Gianfranco, che avrebbe instradato allo sport e sarebbe diventato capitano dell’attuale Basket Giarre. «Devo a lui la mia passione per il basket», racconta oggi. Curiosamente, papà e figlio sono legati per essere stati entrambi capitani in due delle rare promozioni della società gialloblù. La pallacanestro etnea perde così uno dei suoi astri più fulgenti, ma la sua memoria non si cancellerà facilmente.

Roberto Quartarone
Twitter: @rojoazul86

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