Cus-Adrano, spunti d’un derby ad alta tensione

Lo sguardo ironico di Alessandro Randazzo sul derby di Serie C Silver… Elia, “alla faccia dell’under”… Er vizietto di Whatley… La citazione di Buffa…

Primo quarto: Whatley (che qui contende il salto a due a Cuccia) vs Cus Catania (foto G. Lazzara)

Cari amici, lettori di “Basket Catanese” ben ritrovati.
Oggi ci occupiamo di Cus e Adrano, due belle squadre con giocatori promettenti che deliziano i propri tifosi nel campionato di serie C Silver. Dopo il salto di categoria dell’Alfa qualcuno doveva pur farlo.

Il clima è quello di un derby ma non si scalda subito: sugli spalti c’è l’Armata Bianconera, ci sono le vecchie glorie catanesi, vari ragazzi sbarbatelli e ragazze interessanti (perchè un bravo giornalista deve notare anche i piccoli dettagli).

Si affrontano i due ex compagni Pennisi e Arena, Alescio (ex Cus), Lo Faro e coach Guadalupi (ex Adrano), il magazziniere (ex Adrano), la moglie dell’allenatore (ex Cus) e chi più ne ha più ne metta. I presupposti per la nostalgia rancorosa del passato ci sono tutti.

Bonanno, coach di Adrano, schiera Bascetta M., Pennisi, Ricceri, Whatley e Alescio; dall’altra parte Guadalupi manda in campo Elia R., Lo Faro, Cuccia, Arena, Vasta. Gli arbitri scaldano il fischietto e si può incominciare.

Alescio e Lo Faro: si sono scambiati le maglie (foto G. Lazzara)

Nei primi due quarti la sfida è abbastanza chiara: Cus Catania vs Whatley. La squadra di casa gioca bene, organizzata e gestita da un ottimo Arena (che ha ricevuto l’offerta dal Comune di Catania per farsi amministrare da lui). Pure la satira, non vi faccio mancare nulla.

Si vede un energico Elia che, “alla faccia dell’under“, si comporta da veterano sul parquet; anche Lo Faro e Cuccia fanno il loro compitino portando punti nelle sacche del Cus.

Per la squadra ospite invece, possiamo sintetizzare il tutto parafrasando D’Annunzio:
.. l’attacco di Adrano
più sordo e più fioco
s’allenta, si spegne.
Solo Whatley
ancor trema, si spegne,
risorge, trema, si spegne.
Fortunatamente, nel momento in cui stavano pure per staccare la luce del palazzetto, ecco la reazione di Adrano, che trascinato anche dal pubblico, realizza un parziale decisivo per andare all’intervallo sotto di 2. (34-32)

Ricceri marca Arena, a cui è stato offerto un posto da amministratore del comune (foto G. Lazzara)

Il terzo quarto inizia con la riparazione del canestro perché Whatley c’ha er vizietto di schiacciare con la carogna nel cuore. Poco da segnalare, un Vasta che fa il vice-playmaker e sostituisce con dignità Arena, Pennisi che si sblocca da 3 e il solito Elia che fa quello che vuole. (61-50)

L’ultimo è il quarto decisivo, il più amato da grandi e piccini: il quarto della tensione. 10 minuti di basket pieni di scontri fisici, insulti velati, aneddoti sulle sorelle degli avversari; si risvegliano anche i senatori dell’Armata Bianconera che spiegano all’arbitro, in modo formale, che sta esagerando. La rissa è nell’aria, i fischietti sono caldissimi pronti per un tecnico “alla cazzum” per provare a calmare gli animi. E il famoso tecnico citato prima se lo becca il dirigente di Adrano, ma ce n’è anche per Whatley e per fortuna basta così. La partita è ormai compromessa, nervosismo alle stelle, falli inutili e poca concentrazione per Adrano, mentre il Cus, sicuramente più lucido, riesce a mantenere il vantaggio fino al 90-72 finale.

Un Cus sicuro dei propri mezzi ha vinto meritatamente la partita. Adrano poco stabile, a tratti Whatley-dipendente, in attesa del risveglio dei componenti chiave della squadra: da Pennisi ad Alescio, passando dal play Ricceri, fino a Bascetta. Partite che servono per fermarsi, pensare e ricominciare meglio di prima.

E dopo questo finale serio, vorrei citare Federico Buffa che qualche tempo fa disse: “Se Whatley avesse segnato più tiri liberi, Adrano sarebbe in serie A“.

Alessandro Randazzo

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