Scommesse sulle giovanili, legali ma…

Voce che girava da un po’, finita sul Corsera… In Sicilia, scommesse sull’Under-20 e sull’Under-18/F… Lo Statuto FIP e l'”allerta” della FIP Sicilia…

Alcuni siti di scommesse online hanno aperto le puntate ai campionati giovanili italiani: già da tempo se ne parlava nell’ambiente cestistico, ieri il vaso di Pandora è stato aperto da due articoli del “Corriere della Sera”. Secondo il giornalista Roberto De Ponti, c’è già un’indagine della Fip in corso. Nulla di illegale nelle scommesse, il gioco è autorizzato e permesso, ma il problema emerso è che la regolarità di tornei giovanili (che hanno una visibilità di solito molto ridotta) potrebbe risentirne. Ne ha parlato recentemente anche il quotidiano sloveno Primorski, ma anche in Sicilia da qualche settimana la voce s’è sparsa.

Che i campionati nazionali siano sui siti di scommesse, è normale. Fa riflettere però che lo sia l’Under-20 regionale, in cui militano le principali squadre siciliane. Più inquietante la presenza dell’Under-18 femminile. Le società, ovviamente, non sono responsabili di questo fenomeno, gestito da siti internazionali che nulla hanno a che vedere con gli addetti ai lavori locali. Come segnalato dal “CorSera”, il sistema funziona perché c’è un addetto dell’agenzia di scommesse che segue la gara e ne segnala l’evoluzione, con la possibilità anche di puntare durante la stessa e con le quote che seguono il punteggio.

La FIP siciliana si è già mossa per allertare gli arbitri, soprattutto per segnalare il pericolo di una condotta condannata dalla giustizia sportiva. Il comma 7 dell’art. 3 dello Statuto FIP impone infatti il «divieto per Affiliate e tesserati che operano in competizioni oggetto di scommesse di effettuare o accettare scommesse, direttamente o indirettamente, avanti ad oggetto risultati relativi ad incontri organizzati nell’ambito federale». Non ci sono in programma invece iniziative di sensibilizzazione degli atleti o dell’ambiente, anche perché si potrebbe incorrere nel rischio opposto: quello di incentivare o di creare occasioni per falsare le gare. Appunto per questo, sicuramente si ritornerà a parlare del fenomeno, soprattutto se la procura federale interverrà in merito.

Roberto Quartarone

da “La Sicilia” del 08/02/2018

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