Palio d’Ateneo 2019, vince Medicina, Daniel “Kebab” Arena MVP delle Finals

Festeggiamenti nel tempio sacro del basket catanese

“E finalmente è tornato il palio!” (frase probabilmente mai detta da nessuno)

PREMESSA

Quest’anno ci sono state delle novità: è tornato ad arbitrare Luca Moschitto in compagnia della preparatissima Alice Foti, si è partiti subito dall’eliminazione diretta e sopratutto le partite non sono state giocate al campetto esterno del cus, ma al Pala Arcidiacono.

Grande dispiacere da parte di tutto il basket catanese dato che la notizia è stata data qualche giorno prima del torneo. Ovviamente il dispiacere riguarda la scelta del duo arbitrale.

Scherzi a parte, la decisione della sede lontana dal resto del palio ha mandato in crisi tutti, fra chi aveva fatto l’abbonamento annuale in palestra per arrivare preparato all’appuntamento, e chi era pronto a mostrare alla ragazzetta di turno giocate incredibili ma allo stesso tempo senza un obiettivo chiaro in testa.

Ma parliamo un po’ di basket.

RIASSUNTONE VELOCE

Hanno partecipato 11 squadre e dopo intriganti eliminazioni arriviamo alla final-four con le solite Medicina e Ingegneria, la quasi sorpresa Farmacia e la sorpresona Giurisprudenza. Economia è stata eliminata ai quarti da Medicina e purtroppo non è potuta accedere alle semifinali.

La finale, come previsto, è Ingegneria contro Medicina (che spazzano rispettivamente Farmacia e Giurisprudenza) e, grazie al Dio del Basket, si gioca nel tempio sacro della pallacanestro etnea (il campo del Cus Catania), al chiuso, con un grande pubblico composto da universitari inferociti vogliosi di dare il supporto ai loro colleghi.

La partita decisiva è stata uno spettacolo, da un lato le “furie rosse” di Medicina che schierano i pezzi da novanta (Arena, Patanè, Cuccia per dirne alcuni), dall’altro Ingegneria, che vuole subito mettere in chiaro che non sono arrivati in finale per caso, trascinati dal condottiero Alì.

In alto da sx: coach Comis, Patanè, Anechoum, Cuccia, Di Mauro, Garozzo, Triglione, Caruso. In basso da sx: Arena, Costanzo, Gulisano, Costi.

LA FINALE

La gara inizia subito con Medicina che ha le idee chiare in testa, la regia di Arena è ottima come sempre, Andrea Patanè colpisce, Eugenio Cuccia rapisce e si va sul 21-14. Tutto sembra andare secondo i piani, ma Giovanni Alì (giocatore dello Sport Club Gravina) non la pensa allo stesso modo e inizia a tirare da 3 come se fosse una guardia di Serie B (a tratti ricordava Sirakov) e il primo tempo si conclude con Medicina avanti di 1 (21-20).

Inizia il secondo tempo e il pubblico in tribuna si accorge che qualcosa sta per accadere quando Daniel Arena rientra in campo con la classica faccia di chi è in trance agonistica, un uomo in missione per conto del suo corso di laurea.

“LADIES AND GENTLEMEN, IT’S KEBAB SHOWTIME!” urla lo speaker.

Il giocatore cussino delizia tutti coloro che hanno avuto la fortuna di trovarsi lì in quel momento con assist vincenti, palleggi ubriacanti, tiri da 2, da 3, ‘nsomma fa un po’ quello che vuole e Ingegneria si arrende, a testa alta, ma c’è davvero poco da fare.

Nel finale c’è ancora spazio per belle giocate di Giorgio Gulisano, al quale è stata chiesta la carta d’identità almeno 17 volte prima di farlo giocare, e di Fabiola Caruso che ha dato il suo supporto alla squadra fino al risultato finale di 39-29.

CONSIDERAZIONI FINALI (da prendere poco sul serio)

La kermesse sportiva (uso i paroloni che so che vi piacciono tanto) ha assicurato il solito show al quale ci aveva abituato gli scorsi anni, questa volta però sono mancate le red bull e si è visto in qualche partita il calo fisico e tecnico dopo pochi minuti.

Il Cus Catania, dopo le grandi prestazioni di Arena e Cuccia, ha annunciato che la prossima stagione giocheranno con la maglietta rossa (come Medicina).

Il comune di Gravina di Catania ha dato la cittadinanza onoraria a Giovanni Alì e coach Marchesano ha dichiarato “se Enzo Santonocito giocasse come Alì, saremmo in serie B”

RINGRAZIAMENTI

Si ringraziano (non in ordine di importanza): Il Cus Catania, Lex Comis e Stella Di Stefano (allenatori di Medicina), Roberto “basketcatanese” Quartarone, la Virauto Ford Catania (che giocava al PalaArcidiacono), Marco Pennisi, Guglielmo Persano, Salvo La Rosa, Lorenzo Santuccio, Dario Morè, la serie B “old wild west” (porta in cassa il biglietto della partita e riceverai uno sconto.. scusate, deformazione professionale), Kore White, Manuela Arcuri, Il Calcio Catania di Lulù Oliveira del 2003/2004 e…

UN GRAZIE A TUTTI VOI LETTORI che siete rimasti con me fino alla fine, che credete sempre nelle cafonate che partorisce la mia mente, GRAZIE!

“Il basket al palio d’ateneo? 10 uomini che corrono, ma poi vince sempre Medicina”

Alessandro Randazzo

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