Luca Parmitano, cestista dello spazio

Dopo la foto e il video per sostenere la Fisdir, scaviamo nel passato cestistico dell’astronauta attraverso il ricordo dei suoi ex compagni dell’Audax San Marco…

Luca Parmitano, cestista dello spazio. Sabato il primo comandante italiano della Stazione Spaziale Internazionale, tra i migliori astronauti del mondo, ha pubblicato una foto accompagnata poi da un video: un suo scatto con un pallone Nba e la canotta della Nazionale italiana dei ragazzi con la sindrome di Down. L’occasione è stata l’inizio degli Inas Global Games, ma è servita anche a riportare alla luce che il giovane Luca, nato a Paternò, praticò la pallacanestro per tutta l’adolescenza, partendo da Catania.

CESTISTA A CATANIA. «Ho giocato dagli 11 ai 21 anni, quando ero cadetto in Accademia Aeronautica… e non seguo moltissimo lo sport, onestamente: preferisco praticarlo. Ma la Nazionale è un’altra cosa J » Il tweet di sabato in risposta ai commenti sulla sua foto con la maglia azzurra racconta poco del passato sportivo di Luca, che al liceo vestì la maglia dell’Audax San Marco, una squadra ormai scomparsa.

Ricorda Danilo Chiarenza che nel 1990 fu lui ha portarlo all’Audax San Marco, squadra che partiva dall’oratorio di Barriera e che disputava i campionati giovanili e la Promozione. Agli inizi degli anni novanta, era un ambiente piuttosto frizzante, con tanti ragazzi che poi sarebbero rimasti nell’ambiente dei minors siciliani.

«Era un bellissimo gruppo – spiega Massimo Pappalardo, uno dei suoi allenatori –. Luca rimase con noi tre anni, mentre studiava al Galileo, poi partì per gli Stati Uniti con Intercultura e da allora cambiò la sua vita. In campo me lo ricordo come un 3-4 di talento, con grinta e caparbietà da vendere».

«Lo ricordo come un’ala bionda – ricorda il suo ex compagno di squadra Ivan Valentino –, dal buon tagliafuori! Dopo il periodo con noi, andò fuori per motivi di studio. Era molto puntuale e attento, ma anche uomo-spogliatoio. Ogni tanto imitavamo la sua cadenza paternese. Indossava il numero 7». «Luca me lo ricordo come un capellone riccioluto! – commenta Alessandro Mellone, altro membro di quella squadra –. Era un combattente, qualsiasi sfida cestistica ci teneva a far bene e vincere, soprattutto i derby con la Sales. È una persona per bene, un ragazzo con voglia di fare e un gran simpaticone, sempre disponibile. Era ben chiaro cosa volesse fare: era felice, ma ricordo che lasciò con un po’ di amarezza un gruppo che a lui piaceva molto».

Poi entrò nell’Accademia Aeronautica, e da lì il salto verso lo spazio nel 2009, a 33 anni. Senza dimenticare le origini, visto che spesso pubblica scatti dell’Isola vista dallo spazio e anni fa si presentò in orbita… con una maglia del Catania Calcio.

LA NAZIONALE SINDROME DI DOWN. Parmitano, anche se non segue lo sport, è diventato seguace della Selezione nazionale della Fisdir, capace di saltare più volte agli onori delle cronache: ha vinto i campionati europei del 2017 e il mondiale del 2018 e l’impresa di questi ragazzi ha avuto un’eco enorme. I cestisti Leocata, Silesu, Spiga, Ciceri, Lafornara e Venuti, guidati dai coach Dessi e Bufacchi, sono diventati quindi popolari anche nello spazio.

«Ho iniziato a seguire la Nazionale italiana di basket con sindrome di Down quando ha vinto il Mondiale a Madeira – ha spiegato Parmitano in un video –. Da quel momento, sono diventato un tifoso della Fisdir. Voglio augurare buona fortuna a tutti i membri della delegazione coinvolti negli Inas Global Games». A Brisbane, in Australia, si tengono questa sorta di Olimpiadi per atleti paralimpici con disabilità intellettiva. Non ci sarà la Nazionale italiana di basket, ma molti altri atleti azzurri difenderanno i nostri colori.

La cerimonia di sabato ha ufficialmente aperto la manifestazione: «Congratulazioni a tutte le famiglie, le squadre, gli allenatori, i volontari e il comitato paralimpico – ha chiuso il messaggio Parmitano –, che lavorano duramente ogni giorno per dare quest’opportunità di praticare sport agli atleti e di superare gli ostacoli. Se ho imparato qualcosa nella mia vita da atleta, è che si può fare sempre più di quanto si pensa sia possibile. Ricordate: i vostri sforzi sono ispirazione per me e per tutti noi!»

 

Roberto Quartarone

 da “La Sicilia” del 13/10/2019

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