Addio prof. Rossi, forgiatore di talenti cestistici

Carbone: «Almeno una decina di suoi giocatori arrivati in B»… Preparatore al Cus Catania e alla Virtus… Vittorio: «Grandi meriti»…

Pippo Rossi ai tempi del Cus Catania (“60 anni di sport con la città”)

Nel minibasket, Pippo Rossi è stato un talent scout di rara bravura. Era professore di educazione fisica nella scuola media Carducci, famosa per essere diventata il fulcro giovanile della Grifone negli anni novanta e duemila, da cui hanno spiccato il volo alcuni tra i cestisti più importanti che ancora popolano i campi di basket. Lì, insieme alla collega Mariella Iacobello, ha lavorato per instradare al basket una generazione, con un’attività con pochi eguali.

La Iacobello (ex cestista del Cus Catania in Serie B) se n’è andata quattro anni fa, lui è scomparso la settimana scorsa, a soli 68 anni, per una brutta malattia. Non è nel basket che ha ottenuto i risultati migliori: era atleta a tutto tondo, maratoneta, podista, ciclista; ha anche allenato Giuseppe D’Urso e Claudio Nicotra, atleti giunti fino all’azzurro.

«Era scorbutico ma di gran cuore – ricorda Pippo Vittorio, che lavorò al suo fianco alla Grifone –. Abbiamo costruito la Grifone sul suo minibasket, sulla sua organizzazione. Avevamo un rapporto meraviglioso, eravamo in simbiosi. Tanto merito nella crescita dei ragazzi era suo».

«Sono almeno una decina i giovani passati da lui che sono arrivati in Serie B – spiega Carmelo Carbone –, è stato un ottimo docente di Scienze motorie. Oltre ad aver preparato la Grifone per tanti anni, è stato preparatore atletico in Serie B con il Cus 1999-’00 e due anni alla Virtus Catania con allenatore Giacomo Genovese. Era una persona squisita, grande stakanovista».

Il prof. Rossi è stato anche il mio professore d’educazione fisica alla Carducci, il primo a mettermi un pallone da basket in mano, a credere che tutti potessero diventare degli sportivi seri. Ha fatto amare questo sport a un’intera generazione e già mancava a tutti da tempo, dal fallimento della Virtus, quando aveva deciso di chiudere con quest’ambiente che lo aveva accolto e che gli deve ben più di quanto immagini.

Roberto Quartarone

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