Playground pieni, ma i tornei storici sono fermi

Quando pensa di esser tornato alla normalità, il cestista medio si chiede: “Ma i tornei estivi dove sono?” Siamo quasi a metà estate, ma in Sicilia solo i temerari organizzatori del “King of the Court” di Palermo sono scesi in campo questo weekend, al Dopolavoro Ferroviaro. Giovanili, senior, partite ogni 15 minuti, sembra quasi tutto ok, a parte un dettaglio: niente pubblico, dunque niente spettacolo.

Nessuno degli altri tornei storici ha annunciato che si svolgerà quest’estate, nessuna competizione agonistica che coinvolga la pallacanestro 3×3 o streetball, disciplina che avrebbe dovuto esordire alle Olimpiadi di Tokyo, rinviate al 2021 così come l’attività agonistica di base del 3×3, la cui anima è estiva.

È troppo facile sbagliare e rischiare di avere problemi, tra sanificazioni, mascherine, distanziamento sociale e soprattutto impossibilità di avere l’ambiente giusto per creare del sano agonismo. Se si deve giocare solo per giocare, in Sicilia siamo dei privilegiati, visto che già da fine giugno un decreto (non chiarissimo, per la verità) permette gli sport di contatto. Altrove ancora nemmeno il campetto libero è permesso.

Così da Gela ad Acireale, da Catania a Messina, i playground sono tornati a popolarsi di cestisti di ogni livello ed estrazione. Senza paura, si vedono tantissime facce che da anni vivono al Nord o all’estero e sono tornate a causa della pandemia: si ritorna compagni o avversari per un pomeriggio o per una sera, senza pensare a virus o altro, anche senza l’obiettivo di conquistare le finali nazionali, per riportare la Sicilia sul tetto d’Italia (lo hanno fatto due anni fa i catanesi vittoriosi nel torneo 33bk).

«C’è una creatività nel modo di giocare nei playground che non si vede sul campo. Somiglia un po’ alla musica jazz, con improvvisazioni estemporanee», ha detto in questi giorni il coach dell’Orlandina Marco Sodini. Il jazz torna a suonare, ora però si aspettano i concerti.

 

Roberto Quartarone

da La Sicilia del 13/7/2020

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