Giovanni Petrucci: «Sicilia, c’è bisogno di serenità»

Il presidente della FIP, Giovanni Petrucci, è stato presente in Sicilia per la Cerimonia del Centenario, che commemorava l’anniversario dalla fondazione della Federbasket e anche l’ex presidente federale Enrico Vinci. Questa è l’intervista che ha rilasciato in anteprima.

Il 22 maggio 2021 è il 19º anniversario della morte di Enrico Vinci. 

«È stato il mio storico presidente, quand’ero giovane segretario generale della federazione pallacanestro. Mi volle lui in segreteria, il mio predecessore era Umberto Garcea, altra grande persona. Lo ricorderò sempre perché rifiutai di fare il segretario della Lega Calcio, ma poi fui obbligato a farlo da dipendente Coni e quella fu la fortuna della mia carriera. Diciamo che il basket mi ha svezzato. Ricordo Enrico Vinci, la moglie, la figlia, il nipote… Tutte persone a me care. E poi sono cattolico, quindi un pensiero lo faccio sempre sulla famiglia Vinci».

Cristina Correnti, Giovanni Petrucci e Salvatore Cuzzocrea

Forse non è stato ricordato come merita qui in Sicilia.

«Come tutte le cose dell’essere umano… Non si ricordano quelli che hanno difeso il Paese, i santi… Questa è la vita, un passaggio, per cui dobbiamo essere filosofi. Siamo polvere e polvere torneremo. Non voglio essere pessimista. Ce l’ho sempre nel cuore. Quando la dottoressa Correnti mi chiese di venire, per ricordarlo, con grande piacere l’ho fatto sia io che il vicepresidente vicario Gaetano Laguardia».

Perché la prima celebrazione del Centenario in Sicilia?

«Perché la Correnti è brava! E chi non la condivide se ne faccia una ragione! Noi siamo contenti della sua gestione, lei e i suoi collaboratori, i comitati della provincia che lavorano insieme a lei. C’è bisogno di serenità, non di guerre. La federazione ha tanti problemi come il Paese. E ancora si perde tempo in battaglie di retroguardia».

Quali sono le criticità che potrebbero essere risolte a Catania?

«Sono stato sindaco di San Felice Circeo e il problema dei comuni è l’impiantistica. Ma un conto è Catania, che è una città importante, un conto le piccole realtà. Chi gestisce la parte pubblica dei comuni, delle province e delle regioni deve pensare che l’impiantistica sportiva oggi è la conditio sine qua non per avvicinare i giovani. C’è bisogno di palazzetti dello sport, di parquet. Siamo amici della pallavolo. Con l’attuale presidente c’è un ottimo rapporto e lavoreremo per l’impiantistica. Oggi il primo compito lo diamo all’attuale sindaco: investire sull’impiantistica dove i giovani possano fare attività anche di basket».

In passato Catania ha ospitato un grande evento di pallavolo, magari in futuro potremo vedere un grande evento di basket qui?

«Sì, se l’impianto c’è, veniamo volentieri, nazionale maschile e femminile. Ora abbiamo tre preolimpici uno più difficile dell’altro. Partiamo questa settimana con il 3×3, poi un altro repechage sempre con il 3×3 sia a Graz che a Debrec e poi il preolimpico in cui incontreremo nazioni forti. Si pensa alla Serbia, che ha sei NBA, ma se pensate che il Senegal ha tre NBA, dovremmo superarlo e un’altra agguerrita. Ogni partita fa storia a sé, noi abbiamo due NBA e uno non si sa se viene. Non sarà facile ma ce la metteremo tutta».

Il movimento in Sicilia… 

La consulta dei delegati: da sinistra Carmelo Carbone, Lillo Terrana, Bruno Milici, Gaetano Laguardia, Giovanni Spinella, Santi Puglisi, Giovanni Petrucci, Cristina Correnti, Sergio Magazzù e Rino Messina

«Ragusa ma altre belle realtà. Ci sono nove province. Le distanze non sono facili… Quand’ero segretario c’erano due Sicilie, Occidentale e Orientale, c’era anche la commissione del Sud con presidente Enzo Micali. Belle realtà!»

Malgrado la pandemia, si è riusciti a giocare quest’anno.

«Non solo la Serie A, ma anche la Lega Nazionale e la femminile hanno fatto un gran lavoro. Siamo l’unica federazione che aprirà agli spettatori per le semifinali e le finali dei play-off. La polemica che ha fatto la Lega di A2 è sterile, perché è facile parlare. Finalmente c’è Valentina Vezzali, abbiamo un vigilante sullo sport preparato che ha cambiato ciò che è stato il passato: una tristezza! Finalmente la Vezzali sta lavorando bene, lei e i suoi collaboratori».

In Sicilia sono partiti quasi tutti i campionati: è un punto a favore?

«Già ho parlato di Cristina Correnti, di più che posso dire? È brava lei e tutte le persone che lavorano con lei, anche i presidenti provinciali, stanno facendo un gran lavoro. Grande squadra questa».

Roberto Quartarone

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