Contro Agrigento, Giarre studia da grande ma perde Kalim

Giarre-RB Agrigento 85–66
Parziali
: 19-17, 43-34 (24-17); 69-42 (26-8), 85-66 (16-24).
PalaCannavò di Giarre, 24 ottobre, 18.30

Basket Giarre: Kante 12, Leonardi A. 10, Vitale 15, Diop 12, Castorina, Ciaurella ©, Leonardi N. 3, Russo, Marzo 15, Costanzo, Saccone 12, Mavilia 6. All. D’Urso. Vice: D’Angelo.
Real Basket Agrigento: Joseph 7, Niang 2, Bazan Ad. 5, Segretario, Trupia 6, Indelicato 13, Bazan Al. © 17, Samardzic 16, Palermo, Parla. All. Anselmo. Vice: Marchica.
Arbitri: Sciliberto e D’Amore E. Udc: Spampinato B., Quartarone e La Spina.

Il Basket Giarre ha fatto tutto per bene per accogliere nuovamente i suoi tifosi al PalaJungo e in tanti si sono presentati per festeggiare la seconda vittoria stagionale dei gialloblù. Rinnovata la società, rinnovate maglie e logo, la squadra è rimasta quasi la stessa e ha messo in campo una prestazione maiuscola contro i promettentissimi under di coach Francesco Anselmo. Con sei Under-17 in squadra, che hanno anche minuti importanti, la Real Basket Agrigento non sta facendo un azzardo: sanno stare bene in campo, guidati da Alessio Bazan che nell’ultimo decennio ha giocato solo mezza stagione.

Coach Simone D’Urso invece si rallegra perché il suo quintetto è bene in palla, tutti vengono chiamati in causa e fanno le scelte giuste, con grande intensità e anche buone percentuali. Giarre può recitare un ruolo di primo piano in campionato perché sa come far girare la palla e ha tantissime opzioni offensive. Il problema grave però è la frattura scomposta al braccio di Kalim Cantone Diop: l’italo inglese dà spettacolo per 23 minuti, poi schiaccia ma scivola e sbatte violentemente a terra. Oggi verrà già operato, ma i tempi di recupero saranno lunghi.

La partita è combattuta per 20′, con Marzo e Kantè che prendono possesso del pitturato, Alfredo Leonardi, Saccone e Vitale che giocano a livelli molto alti, più Diop che fa davvero ciò che vuole da ogni posizione in campo; l’under Mavilia è il più positivo dei rincalzi. Anselmo risponde con il play Adriano Bazache dall’alto dei suoi 15 anni guida i compagni con autorevolezza; il fratello maggiore è molto solido, così come il bosniaco Samardzic. Gli altri iniziano bene ma poco a poco si vanno perdendo, calando a causa delle travolgenti azioni gialloblù. La festa finale, dunque, è per una squadra che si dimostra tra le più ambiziose della categoria, ma che al momento ha perso la sua stella.

Roberto Quartarone

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