La grande Grifone: Amerigo Penzo

La richiesta di tracciare un ricordo di mio padre, Amerigo Penzo, mi ha un po’ colto di sorpresa, perché sono sempre stato abituato a leggere i ricordi che gli addetti ai lavori, i giornalisti e gli ex atleti avevano di lui. Però mi ha consentito un piccolo tuffo in un passato che… anche per me è ormai lontano. Ho già 61 anni e quando mio padre allenava a Catania ne avevo 13/15. Mamma mia!!!

Devo confessare che la mia condizione di figlio non è la migliore per descrivere l’Amerigo Penzo che hanno conosciuto gli sportivi. Ricordo molto il padre e poco l’allenatore, ricordo il peso delle sue assenze più che le sue soddisfazioni professionali. Come chi lo ha conosciuto sa bene, non era un grande parlatore e in famiglia della sua vita professionale trasferiva molto poco. Spesso sentendo parlare di lui mi sono chiesto se parlavano della stessa persona che conoscevo io.

Grifone 1958-59
RIPESCATI IN SERIE A. Una formazione della Grifone Catania 1958-59, allenata da Amerigo Penzo: fu sconfitta allo spareggio e poi ripescata in Serie A [La Sicilia].

Ricordo che un’estate mi ha portato in Sicilia, prima a Palermo e poi a Catania. Era il 1964. Nella vostra città mi ha fatto camminare per chilometri e, contrariamente alla sua indole, mi ha mostrato un sacco di luoghi, che mi sono sembrati insignificanti: non erano né monumenti né paesaggi. Ho invece visto dove abitava, il bar di un suo amico, dove si allenavano, dove abitava il tal dirigente, la zona in cui beccava i giocatori di notte fuori orario! Ero ragazzo e mi sono annoiato!

Molti anni dopo, quand’era già anziano, lo sentii parlare al telefono con un signore di Catania di cui non ricordo il nome e mi stupì il fatto che gli impose di passarlo a trovare a Venezia. Finita la telefonata, mi parlò di voi, della “palla al cesto” di Catania, come la chiamava lui, della grande passione che aveva trovato: credo sia stata una delle poche volte nella vita che lo abbia fatto.

In quel momento mi ritornò in mente il lungo vagare di molti anni prima per la città, era stato il suo modo per farmi vedere luoghi che aveva amato, che non dimenticava e per fargli ricordare un ambiente che sicuramente aveva apprezzato. Era stato il suo modo, silenzioso, di parlarmi del suo mondo e per farlo aveva scelto Catania. Certamente l’esperienza catanese è stata per lui umanamente e sportivamente significativa.

Santi
AVVENTURIERO. Enrico Santi, l’altro veneziano della Grifone [La Sicilia].

Vi racconto qualcosa anche di Enrico Santi, Rico per gli amici del basket, un giocatore veneziano che mio padre ha avuto nella Grifone. Da giovane era un amante dell’avventura, finita la carriera cestistica (invero breve), ha conosciuto una svedese e si è trasferito da lei, per un po’ di anni ha commerciato in pellame, poi è sparito (in Sud America o non so dove) per ricomparire qualche anno fa, più anziano e… non proprio in forma! Ogni tanto lo vedo, peserà 100 kg e le ragazze di Catania che ricordano quel biondino alto e belloccio rimarrebbero delusissime!!! Ma forse anche loro non sono più le stesse…

Ciao e un caro saluto a tutti gli sportivi catanesi,
Mario Penzo

 

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