Bocchino e l’importanza di «creare» cestisti

L’allenatore della Nazionale U18 reduce dal 9º posto… «L’Italia resta ai vertici»… Presto ripartirà “Allenare gli allenatori”…

Antonio Bocchino in Nazionale (foto FIBA Basketball)

La Nazionale Under-18 è stata a Volos e Portariá, in Grecia, dal 27 luglio al 4 agosto per disputare un Europeo iniziato male ma finito con un buon nono posto, considerate le premesse. Ad allenare il gruppo c’era Antonio Bocchino, il coach beneventano acese d’adozione, che ha dovuto fronteggiare vari infortuni (tra cui Casarin, che ha saltato tre partite e poi è stato decisivo nel bronzo dell’U16). La sua è una squadra che è scesa in campo al massimo malgrado il gap fisico con molte avversarie, con voglia ed entusiasmo.

«Il campionato europeo è stato disputato a ottimi livelli – ci spiega al Sun&Sport –. La striscia positiva finale ci ha permesso un onorevole 9º posto. C’è il rammarico per aver avuto 11 giocatori infortunati, di cui due persi nella fine. Casarin è stato tenuto per responsabilità a riposo in vista degli Europei U16 in cui è stato dominante. C’è stata una grande voglia; dopo un girone molto difficile, non siamo stati inferiori a nessuno. Abbiamo fatto giocare tutti nei ruoli futuribili, in modo da farli entrare nei senior, e ciò è stato apprezzato».

Lorenzo Donadio, uno degli elementi più positivi (foto FIBA Basketball)

L’Europeo ha visto brillare le stelle dell’mvp Aldama, di Garuba, di Sengun, di Rogkavopoulos e di Samar, inseriti nel miglior quintetto e protagonisti di un torneo impressionante. C’era il lituano Marciulionis junior, che ha punti e assist nelle mani, ma anche il montenegrino Tomasevic, miglior marcatore del torneo.

«Nell’U-18 si conoscono ormai tutti i giocatori – prosegue Bocchino –. Nella Francia mancavano due play-guardia che fanno la differenza. Il Montenegro U16 è in Division B, la Bosnia-Erzegovina è in Division B con l’U18, la Russia due anni fa è retrocessa e ha cambiato tutto. Ciò dimostra che non sempre chi vince riesce a dar continuità. L’Italia invece resta ai vertici colmando il gap con le altre, produce tanti giocatori per la Nazionale e che danno un impulso alle società, che fanno un lavoro eccellente sul territorio. Noi proviamo a vincere quanto possibile, nel rispetto degli avversari. Il lavoro con Capobianco sui Centri Tecnici Federali dà i suoi frutti».

Davide Casarin, tre partite a riposo a Volos, poi dominante con l’U16 di bronzo (foto FIBA Basketball)

Da inizio 2018, Bocchino ha avviato in Sicilia il progetto Allenare gli allenatori, che punta a dare strumenti pratici ai coach che vogliano crescere, al di là dell’aggiornamento obbligatorio. Anche quest’anno il progetto sarà portato avanti, con la supervisione del coach federale e al supporto di tutti i formatori che lo aiutano da anni.

«Ci sarà un confronto con il presidente con il presidente CNA Gino Coppa e con il presidente FIP Sicilia Riccardo Caruso – chiude Bocchino –. Vedremo come ripartire per far crescere gli allenatori e dare un senso alle società. Non vogliamo far proclami ma vedere sul campo, con la pratica. Ci sono metodologie all’avanguardia e bisogna essere dentro a un mondo nuovo. Bisogna che gli allenatori si rendano conto che loro sono il traino per creare giocatori. Va dato merito alle società che da un punto di vista etico e programmatico puntano su allenatori giovani, che abbiano il piacere di iniziare un’attività che li faccia crescere e che porti alla formazione di giocatori. Vincere i titoli viene dimenticato subito, creare giocatori dura nel tempo».

Roberto Quartarone
Twitter: @rojoazul86

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