Guercetti, il “gaucho” specialista in promozioni

Intervista all’ex guardia del Basket Acireale, attualmente svincolato…


Tre anni fa, è stato tra i protagonisti della promozione dell’Acireale in Serie C1. Era la guardia titolare, 190 cm, buon difensore, autore di tante triple pesanti (due, fondamentali, hanno pareggiato la gara-3 della finale contro Adrano, poi vinta negli ultimi secondi). In C2 dal 2004, con parentesi in patria, l’argentino Sebastián Guercetti è stato protagonista altri quattro campionati in Calabria (Rosarno, Crotone, Gioiese e Polistena) con una promozione con Rosarno. In patria, invece, ha giocato con il Cañada de Gómez (la squadra in cui ha chiuso la carriera l’ex Trapani e Catania Max Reale). A 32 anni, Guercetti è in attesa di trovare una nuova squadra.

«Spero di poter tornare a giocare già dalla prossima stagione in Sicilia! – esclama – Per sfortuna, ho trascorso solo una stagione nell’isola, poi quattro anni in Calabria. Mi dispiace di non aver giocato di più nella vostra bellissima regione, perché mi sono trovato con gente amichevole e molto speciale e conservo tanti buoni ricordi. Il campionato di C2 in Sicilia è abbastanza forte e competitivo, senza tanta disparità tra le squadre, ma la cosa che attirato di più la mia attenzione sono state le infrastrutture, i palazzetti: niente da invidiare ad una serie B».

Com’è stato il tuo unico anno in Sicilia?

«Ad Acireale è stata un’esperienza formidabile, non solo dal punto di vista sportivo, ma anche personale… Con un inizio di stagione fortissimo, siamo stati primi in classifica fino alla fine del girone d’andata; poi siamo scesi nel rendimento, nel gioco di squadra, e allora abbiamo iniziato a perdere qualche partita importante. Non appena iniziarono i play-off capimmo che il nostro gioco doveva puntare sotto il canestro, perché lì facevamo la differenza; e con una prova concreta più che interessante nel derby acese, abbiamo preso fiducia e siamo arrivati ad una promozione meritata alla fine del campionato».

Gli argentini spesso spostano i valori in C2, la loro presenza spesso è determinante per le squadre che puntano alla promozione. Cosa ne pensi?

«Il ruolo che hanno è molto importante, perché la maggior parte fa la differenza. Questi ragazzi vengono dalle serie professionistiche argentine, aiutano a migliorare e fanno fare un salto di qualità alla categoria. Tuttavia, la situazione economica è un po’ critica e allora sono poche le squadre che si possono permettere di avere degli stranieri».

Roberto Quartarone