Rainbow: è troppo grande il divario con Patti

Ecco Federica Casula… Borgia, l’ex dei bei tempi dell’A2… Catania parte con una marcia in più, poi spreca troppo… Un divario tecnico che appare netto… Il calendario si fa più abbordabile…

Azzurra-Rainbow 73-52
Azzurra Patti: Gangemi A. 2, Borgia 17, Gangemi N. 6, Rizzo, Bone 13, Giordano 2, Kramer 25, Zodda, Inbesi 6, Russo. All. Caffarelli
Rainbow Catania: Ferlito 10, Gambino 17, Messina 2, Grosso 4, Borzì 8, Casula 4, Pappalardo 5, De Lucia, Bisicchia, Catrini 2. All. Cimellaro
Arbitri: Vitali e Lucifero di Messina
Parziali: 24\12 – 38\24 – 54\38 – 73\52

Fischio d’inizio e coach Cimellaro schiera Ferlito, Messina, De Lucia, Gambino e Grosso su Gangemi, Borgia, ex rossoazzurra nei bei tempi della serie A2, Gangemi N., Bone e Kramer. La Rainbow sapeva già che avrebbe dovuto fare una partita praticamente perfetta per potere mettere in difficoltà il colosso Patti. Ma così non è stato. Ciò nonostante Catania parte subito con una marcia in più; sembra addirittura condurre nei primi minuti di gioco, mostrando un atteggiamento giusto e sufficiente convinzione, senza paura.

Gambino, top scorer per la sua squadra con 17 punti nel suo bottino personale, mette la bomba e apre le danze per la Rainbow. Patti risponde e non sta di certo a guardare, ma inizialmente non è preciso e sbaglia: la Rainbow può mettere un altro piccolo mattoncino a suo favore. Poi il primo fallo e l’Azzurra va alla lunetta con Bone. Le etnee ancora sù, ma cominciano a fare i primi errori non previsti in fase offensiva fino a quel momento. Coach Cimellaro fa esordire la nuova arrivata nella città dell’Elefante Federica Casula, play-guardia classe 1987, sarda verace di Cagliari, e con un rispettabilissimo curriculum alle spalle, nonostante la sua giovane età. Intanto si cominciano a sentire i primi fischi della coppia arbitrale messinese, che manda due volte alla lunetta la brava argentina dell’Azzurra Kramer, che accorcia senza esitare il distacco momentaneo in negativo dalla squadra ospite, che conduce ancora sorprendentemente. Casula mette dentro la sua prima palla con i colori di maglia catanesi, ma dall’altro lato c’è Borgia, che raccoglie la provocazione e realizza dalla distanza smorzando subito l’entusiasmo etneo.

Il match diventa assolutamente equilibrato, fino a quando la Rainbow non inizia a perdere qualche palla di troppo nel momento sbagliato, e abbassa il ritmo di gioco, dando la possibilità al Patti di iniziare la risalita fino al sorpasso definitivo. Primo time-out per la panchina catanese e fanno il loro ingresso in campo Borzì e Catrini, per Ferlito e Messina. Primo blackout per la Rainbow, che si dimostra confusa e poco concreta in questa fase di gioco, in attacco e in regia. Sul 18\10 reazione in difesa di Borzì che prende palla e buca la retina con determinazione, ma di fronte c’è una incontenibile Kramer che chiude il primo quarto sul più dodici per la sua squadra: 24\12 narra il display.

Secondo quarto e il gioco si fa subito più duro. Un’ emozionata Casula prova più volte dalla distanza, ma senza troppa fortuna. Altalena di errori da entrambe le parti. E’ il turno di Ferlito che ha la possibilità di accorciare la distanza, ma ne infila solo uno di tiro dalla lunetta. Bone sblocca per Patti, coadiuvata dalle sue compagne che sfruttano le palle buttate via dalle catanesi in fase di costruzione di gioco. Entra Pappalardo per Casula; sotto le plance mancano i rimbalzi, che solo Messina, Borzì, Gambino e Ferlito a sprazzi sembrano riuscire ad aggiudicarsi, ma sono troppo pochi. Ancora il capitano prima dalla lunetta poi da sotto smuove la situazione per la Rainbow che soffre, ma arriva piano piano a meno 9: 26\17 e tanta speranza di uscire la testa dalla sabbia. Ma non basta. Colpo di reni di Gambino che realizza da sotto e subisce fallo. La Rainbow ci prova, ma spreca troppo. Chiude in avanti il secondo tempino, ma non conclude. Si và alla pausa lunga sul 38\24 per le padrone di casa.

Terzo quarto e partita in salita per la Rainbow che non riesce a vedere la luce. Ancora un fallo dubbio, questa volta su Messina, e Gangemi va ai liberi. Ancora confusione e il discreto lavoro fatto in difesa non viene premiato in regia e nel concretizzare. Poi l’ennesimo scossone, questa volta firmato da Grosso che buca la difesa di casa, subisce fallo e si procura due tiri, portando la sua squadra di nuovo a meno 10. Poi ancora Borzì e ancora un mattoncino per un Catania che però subisce la prestanza fisica e tecnica delle avversarie trascinate da una perfetta Kramer, che fa la differenza. Pappalardo segna la bomba della speranza, ma non basterà per evitare di chiudere il terzo quarto sul 54\38.

Ultimo rush finale e sono da registrare una serie di brutti falli rimasti impuniti e che hanno compromesso il bel gioco degli ultimi minuti del match da entrambe le parti. Nulla di rilevante da sottolineare se non un comunque evidente divario tecnico tra le due squadre a favore dell’Azzurra Patti, che consolida con questa vittoria il punteggio sul tabellone sul 73\52 e la sua posizione in classifica da capolista. La Rainbow si ferma ancora, con un calendario però che, dopo cinque partite abbastanza fuori dalla sua portata, da questa domenica dovrebbe diventare più semplice; partita dopo partita il team di Cimellaro dovrebbe puntare principalmente alla vittoria negli scontri diretti, per cercare di guadagnare il terreno perduto, tentando sempre e comunque qualche colpaccio che darebbe maggiore morale e tranquillità.

Addetto Stampa
Maria Luisa Lanzerotti

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