Corsi allenatori, tanti catanesi coinvolti

Marchesano a Bormio da istruttore… D’Angelo e D’Urso a Roseto per il primo anno da allenatori… Consoli, Lazzara e Barbagallo come allenatori di base…

Alcuni dei partecipanti al primo anno del corso allenatori a Roseto: D’Urso è il secondo da sinistra, D’Angelo il sesto da destra

La lunga estate caldissima degli allenatori siciliani va avanti: non si va in campo a dirigere allenamenti, ma a formarsi per migliorare e acquisire qualifiche in più. Non tutti hanno la fortuna di Beto Manzo, che quest’estate lavora alla Flight School vicino a Michael Jordan, ma l’obiettivo è sempre crescere!

A Bormio è stato di scena Giuseppe Marchesano, non più allievo ma istruttore per due settimane al secondo anno del corso allenatori. La chiamata è arrivata da Andrea Capobianco, l’esperienza per uno dei formatori di riferimento in Sicilia è stata di primo livello. A Roseto degli Abruzzi, al primo anno del corso allenatori, invece, erano presenti Ignazio D’Angelo e Simone D’Urso: i due coach giarresi hanno intrapreso il cammino che li porterà a poter allenare in Serie B maschile e A2 femminile.

I tre catanesi partecipanti al corso: Marco Consoli, Fabio Lazzara ed Enrico Barbagallo

A Giarre, per due lunghi weekend, si è tenuto invece il corso di allenatore di base, che segue a ruota quello organizzato da ottobre a gennaio scorsi. Organizzato dalla FIP Sicilia, ha visto in campo 12 partecipanti di cui tre catanesi: Marco Consoli, Fabio Lazzara ed Enrico Barbagallo. L’esame sarà a settembre, se lo supereranno il play dell’Alfa, il play della Rainbow e la guardia del Mascali potranno allenare in tutti i campionati regionali.

«È stato un corso di buonissimo livello – spiega Gino Coppa, presidente regionale CNA -, con tanti ragazzi che hanno giocato o che giocano ancora. Da allenatori, bisogna saper far fare, ma anche saper fare: la dimostrazione in campo è importante e i ragazzi hanno queste qualità. Ho tenuto dieci lezioni come formatore nazionale, insieme al mio assistente Carlo Costa, a Tonino Gennaro (che si è occupato di metodologia), Massimo Sigillo (preparazione fisica) e Pippo Fiducia (medicina). Ivan Drigo era il direttore. Ho cercato di far capire anche l’importanza di applicare i concetti tattici alle squadre che si allenano: l’abito deve andare bene al soggetto, non viceversa. Ringrazio anche il Basket Giarre: Antonio Spadaro ha fatto sì che il Comune ci concedesse il PalaJungo».

Roberto Quartarone
Twitter: @rojoazul86

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