Gravina emerge con il Cus dopo la confusione

Nel primo tempo, gli universitari mettono in difficoltà gli ospiti… Nel finale, stazza, esperienza e precisione premiano i gravinesi… Nervi finali…

Cus Catania-Gravina 64-75

Cus Catania 2003: Lo Faro 9, Cicero Domina, Vitale 8, Cantone 3, Cuccia, Bonaccorsi 21, Martello 3, Messina, Mazzoleni, Elia 12, Abramo 8. All.: Guadalupi.
Sport Club Gravina: G. La Mantia, Duscio ne, Casiraghi 19, Barbera 8, Verzì 4, Spina, Ilic 21, Santonocito 7, Alì 2, Consoli 14. All.: Marchesano.
Arbitri: Ferraro e F. Giunta.
Parziali: 20-17, 33-36, 44-54.

Marco Consoli (foto G. Lazzara)
Marco Consoli (foto G. Lazzara)

 

Il Cus è una novella Penelope, che fa e disfà la sua tela: va spesso in vantaggio e potrebbe completare un’inattesa rimonta finale, ma si frena nei pressi della sirena finale. In una partita appassionante ma confusionaria, in cui spesso si preferiscono le cavalcate verso il canestro al gioco organizzato, il Gravina fa valere la stazza, la precisione e l’esperienza nel momento più caldo.

Guadalupi predispone un sistema di tagli sotto canestro a cui Marchesano trova rimedio solo a fine secondo periodo. Dovrebbero essere i cussini a soffrire sotto canestro, visto che l’unico centro è Bonaccorsi con Elia adattato a mezzo lungo, invece è proprio vicino al ferro che costruiscono un discreto vantaggio.

Elia e Abramo colpiscono da tre (10-3), Bonaccorsi è un punto di riferimento, poi Casiraghi e Consoli danno la sveglia con una bomba e un gioco da tre punti (18-15). Il lungo del Cus allarga la forbice beffando gli avversari da sotto e dalla media, ma dall’arco gli ospiti colpiscono con regolarità: è Casiraghi a segnare il sorpasso (26-27). Ilic è duttile, ma Gabriele Vitale organizza ancora bene i suoi ed evita che l’inerzia cambi.

Dopo l’intervallo lungo, però, non basta più una buona organizzazione per frenare la potenza dei gravinesi: Vitale va in panca per quattro falli, gli schemi saltano totalmente e si gioca palla e tiro o si tentano dei contropiedi che s’infrangono sul tabellone. Santonocito, Ilic e Barbera spingono gli ospiti fino al +10, e la partita sembra chiusa.

La sfida finale tra Bonaccorsi e Ilic (foto G. Lazzara)
La sfida finale tra Bonaccorsi e Ilic (foto G. Lazzara)

Invece no: dopo quattro punti di fila di Verzì, Bonaccorsi, Elia e il 2+1 di Lo Faro rimettono in carreggiata i cussini. Le speranze si rinfocolano con la tripla di Luciano Abramo (59-60). Coach Marchesano è bravo a non farsi sfuggire la gara, affidandosi ancora all’esperienza di Marco Consoli e Nemo Ilic per dare un altro strappo, la tripla dell’esordiente Damiano Cantone è l’ultima scintilla cussina. A quel punto saltano i nervi del Cus (antisportivo e tecnico a Lo Faro, Bonaccorsi espulso) e il Gravina legittima una vittoria sudata.

«Siamo partiti bene, contro la difesa a uomo – spiega Gabriele Bonaccorsi –. Ho peccato in difesa ma ho avuto buone percentuali. A noi mancava fisicità, abbiamo subito i rimbalzi, poi è subentrata la stanchezza ma loro sono più organizzati e noi siamo cortissimi. La mia espulsione nasce da un battibecco con Ilic, spero che non avrò conseguenze».

«Abbiamo fatto parecchia confusione in campo – conferma Claudio Casiraghi –. Abbiamo vinto perché abbiamo sistemato l’attacco e siamo passati a zona, dando un gap decisivo. Abbiamo avuto problemi sotto canestro, ma era questione d’attenzione, poi siamo riusciti a tenerci in partita fino alla fine. Sarà un campionato tosto, sono tutte buone squadre».

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Roberto Quartarone
da La Sicilia, p. 47

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