Una tripla alla La Mantia di Barbera e Gravina esulta
Il CUS disputa la partita più intensa, ma non basta

CUS Catania-Gravina 68-74
Parziali: 19-21, 34-39 (15-18), 49-52 (15-13), 68-74 (19-22).
PalaArcidiacono di Catania, 27 novembre, 19.30

CUS Catania Basket: Arcidiacono Fed. ne, Lo Faro © 14, Elia 21, Vasta 9, Pardo 5, Susa 15, Alescio 2, Sidibe 2, Saiz Otero ne, Santacroce ne, Balbo ne. All. Di Piazza. Vice: Balbo.
Sport Club Gravina: Barbera © 9, Garello 16, Spina 14, Florio 13, Santonocito 19, Renna, Sortino 1, Alì 2, Ceorcea, Zambataro ne, Mastrandrea ne. All. Marchesano. Vice: Lazzara.
Arbitri: Lorefice e Mameli. Udc: Spampinato G., Dieli e Foti.

Federico Lo Faro (Foto Romano Lazzara)

La classica del basket catanese non tradisce mai. Davanti a un pubblico festante e gasato dall’adrenalina nel PalaArcidiacono al limite della capienza, il CUS Catania dimostra di esserci e di poter risalire da quel penultimo posto frutto di troppa sfortuna. Le ultime due del bollettino di guerra: Alberto Saiz Otero con un problema muscolare e coach Paolo Marletta a casa ammalato. Quindi con un roster ancora più ridotto, ma giocando con un’intensità senza pari in questa stagione, i cussini riescono a mettere in ambasce i cugini, capilista del Girone Azzurro di C Gold Fathallah. Leader incontrastato Federico Lo Faro, incontenibile riferimento offensivo Ruggero Elia, duttile pedina Nikolas Šuša, ma l’mvp è Gabriele Vasta, folletto difensivo e imprendibile in attacco.

Dall’altra parte Gravina fa la sua partita, ma si fa condizionare dalla difesa cussina e tira con percentuali inusuali. I 16 punti di Valen Garello sono un segnale: i ragazzi di Marchesano hanno sofferto la zona etnea ma sono riusciti a tirar fuori dal cappello alcune giocate che hanno svoltato la gara in loro favore, soprattutto nel finale. Enzo Santonocito ha giganteggiato (1700 punti per lui con la maglia del Gravina), Simone Spina è stato una costante in difesa, penetrazione e costruzione e dalle sue mani è stato smistato l’assist che ha permesso a capitan Gianluca Barbera di segnare la tripla “alla La Mantia” che ha sancito la vittoria finale degli ospiti. Per il numero 10, è arrivato anche il 3500º punto in carriera.

Alessandro Florio e Gabriele Vasta (foto Romano Lazzara)

Si inizia con una tripla di Elia, presto ribaltata da Santonocito e Garello (3-9). Ma i cussini sono lì, pressano e attaccano: coach Balbo e Di Piazza si sbracciano e non fanno mai mancare il loro supporto. Šuša, lontano dal canestro, è una mina vagante: sue le triple che ricuciono fino al 14-18 e poi al 19-21 a fine primo quarto. Il 2/3 da tre di Barbera però permette agli ospiti di rimanere avanti.

L’ex capitano cussino, Santonocito, è in gran giornata ed è lui che firma un altro allungo: 19-30. Ma è anche autore dell’antisportivo che segna il minibreak da 8-0 che permette ai padroni di casa di riportarsi lì. Vasta e Lo Faro diventano un problema per la difesa ospite, che però contiene le offensive, complici anche i punti di Spina e Garello.

Nel terzo quarto i ritmi scendono ma il CUS è sempre lì, pronto a provare a rimontare. Šuša, con una tripla dal centrocampo, avvia una riscossa che frutta un maxi parziale di 15-3 a cavallo dell’ultimo intervallo. Ed ecco che la partita svolta: 53-52 al tabellone, fissato da Vasta, e così si deve giocare punto a punto. Fioccano i tecnici, Pardo realizza una tripla da urlo per il 64 pari. C’è odore di supplementare, finché Spina non sfugge all’ottima difesa di Vasta, serve Barbera che dall’angolo segna la tripla decisiva. Ed è lì che Gravina vince: si festeggia in tribuna, il basket ha riconquistato Catania dopo la pandemia.

Roberto Quartarone

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