Gravina-Cus Catania, derby spettacolare

Il Gravina vince e corre alle spalle di Spadafora, il Cus rimane in zona spareggi… «Fear the Beard» di Consoli… Barbera e le triple pesanti… Lo Faro e Santonocito carichi di falli… Il palazzetto pieno…

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Gravina-Cus Catania 79-72
Parziali: 25-23, 46-43 (21-20); 61-56 (15-13), 79-72 (18-16).
Palazzetto di Gravina di Catania, 18 gennaio, 18:00

Sport Club Gravina: R. La Mantia ne, Minardi 2, G. La Mantia 12, Crisafi, Barbera © 23, Genovesi 1, Verzì 4, Paglia 2, S. Spina 12, Duscio ne, Burgio 5, Consoli 18. All. Guadalupi. Vice: G. Spina.
Cus Catania 2003: Lo Faro 5, Cuccia 2, Dinicola 2, Santonocito © 10, Selmi 19, Porto, Bonaccorsi 16, Chisari ne, Giarrusso 5, Sgroi, Fichera 6, Elia 7. All. Malagò.
Arbitri: Mucella e La Macchia. Udc: M. Viola e Calcagno.

Temete la barba di Marco Consoli... (foto G. Lazzara)
Temete la barba di Marco Consoli… (foto G. Lazzara)

È uno spot per la pallacanestro catanese il derby dell’Etna Sud tra gravinesi e cussini: emozioni su emozioni, 500 spettatori in tribuna, risultato in bilico, giocate da serie superiore e un grande fair play, malgrado i tanti falli. Il Gravina continua a correre alle spalle di Spadafora verso la Serie C, il Cus rimane in zona spareggi ma piange perché diminuiscono le speranze nella promozione diretta.

«Fear the Beard», dicono in Nba i tifosi dei Rockets per James Harden. Quelli del Gravina dovrebbero imitarli urlando «temete la barba»: Marco Consoli ha litigato con il barbiere e ha qualche problemino al tiro, ma fa per quattro catturando rimbalzi (6), falli (8 subiti e 10/12 dalla lunetta) e palloni (6). Nel contesto di una prestazione di squadra encomiabile, è un piacere vederlo duettare con un altro tenore, Gianluca Barbera, anche lui con percentuali da mangiapalloni (6/19 da tre!) ma decisivo con i suoi tiri pesanti e la sua presenza costante, spina nel fianco di un Cus che paga i troppi falli dei suoi uomini più attesi.

Eh sì, perché per un Gianluca Selmi da antologia (19 punti e tre triple) e un Gabriele Bonaccorsi che duella alla grande con Verzì e Minardi, ci sono Federico Lo Faro ed Enzo Santonocito che escono per falli quando più si aveva necessità di loro. Malagò fa il possibile adattando la difesa agli avversari, predisponendo il raddoppio sull’imprendibile capitano gravinese, ma alla fine non ha le risposte sperate dagli esterni.

Selmi e Lo Faro si oppongono al tiro di Spina (foto G. Lazzara)
Selmi e Lo Faro si oppongono al tiro di Spina (foto G. Lazzara)

In avvio fugge il Cus con Selmi e Santonocito (2-8), la tripla di Barbera e il 2+1 di Spina valgono il pareggio (10-10). A tenere banco è la linea dei 6.75, con La Mantia che punisce la difesa cussina due volte (21-21) e gli ospiti che rimangono in scia dalla lunetta. Consoli fa poi ammattire Lo Faro, che gli fa due falli di fila (l’ultimo su un gran coast to coast) e il segnapunti alza la paletta numero 4. Senza il play, il Cus perde di lucidità, così La Mantia e Spina allungano (39-32). Elia, Santonocito e Bonaccorsi suonano la sveglia (43-43), poi Spina fa 3/4 dalla lunetta per il +3 di metà gara.

La partita si fa più tattica, si segna meno e la difesa cussina spinge i tiratori gravinesi a forzare e sbagliare. Selmi e Bonaccorsi pareggiano, Spina e Barbera allungano di nuovo, Giarrusso entra e ha un buon impatto (51-50), poi arriva il 5º fallo di Santonocito. L’uscita dell’ala porta al 2/3 dalla lunetta di Burgio e poi alla tripla di Barbera (56-50). Ultimi 10′ di tensione: Consoli mette in campo la sua esperienza (68-58), La Mantia colpisce ancora (71-58), ma Elia e Selmi ricuciono fino al 75-67. È capitan Barbera, con una tripla di tabella, che chiude il match: così la festa gravinese può iniziare.

Roberto Quartarone
da La Sicilia, pag. 49

Photogallery di Giuseppe Lazzara su Facebook

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