La sognatrice Olympia finisce la corsa
Vigarano s’impone e va in finale per l’A1

Catanesi molli, prevedibili, incostanti… Březinová e Buzzanca tengono su la squadra… Delibašić e Costi trascinano le ferraresi… Il futuro ora è tutto da scrivere…

2014-046_OlympiaVigarano

Olympia – Vigarano 75-85
Parziali: 21-24, 42-45 (21-21); 61-63 (19-18), 75-85 (14-22).
PalaCatania di Catania, 17 aprile, 19:00

Olympia Catania: Guerri 3, Buzzanca 24, Březinová 27, Melissari 9, Seino 4, La Manna n.e., Servillo 4, Anechoum 4, Ferlito n.e., Imeneo n.e. All. Porchi
Vassalli Vigarano: Valerio 2, Rosier 8, Niola, Zanoli 11, Cecconi, Delibašić 17, Bonasia 8, Cigliani 3, Venzo 11, Costi 25.
All. Ravagni.
Arbitri: Andretta e Balducci. Udc: Cavaliere, Cannata e Valenti. 
Spettatori: 150 circa.

Tania Seino entra in area (foto G. Maugeri)
Tania Seino entra in area (foto G. Maugeri)

Niente da fare, la sognatrice Olympia rimette i piedi per terra e dà addio alla Serie A1. La formazione di Enzo Porchi, giunta in semifinale play-off, praticamente alle porte della massima serie, ha dato tutto in una stagione da record per la pallacanestro catanese, ma si è dovuta fermare di fronte al k.o. dell’elemento più, Enrica Pavia, e di fronte a una corazzata reduce da tre promozioni in quattro stagioni, Vigarano.

Non serve il precedente sul parquet del PalaCatania (un +29 roboante), perché le ferraresi hanno dimenticato in fretta quella partita e hanno sfoggiato un gioco molto più incisivo in questa gara-2. La differenza l’ha fatta Selma Delibašić, a lungo in campo e imprendibile per Seino e Březinová, e soprattutto Eleonora Costi, che con il suo 9/12 da due ha reso tutto più semplice.

Il 17 non porta fortuna alle etnee perché le rende molli, prevedibili, incostanti. La partita è una serie di tira e molla, in cui le biancorossazzurre lottano contro i mulini a vento e si vedono costrette ad affidarsi totalmente ai due vertici superstiti del famoso triangolo orfano di Pavia: quella Buzzanca che crea e spinge, quella Březinová che sfiora la doppia doppia ma potrebbe fare molto di più. In sette, comunque, si può fare molto molto poco.

In finale vanno dunque Vigarano e Battipaglia, ma Catania lascia comunque il campo tra gli applausi, che chiudono una stagione d’alto profilo. Porchi ringrazia tutti, alcuni spettatori vip per il basket locale applaudono,  Il futuro, ora, è tutto da scrivere.

Roberto Quartarone
Twitter: @rojoazul86

Mara Buzzanca va a canestro (foto G. Maugeri)
Mara Buzzanca va a canestro (foto G. Maugeri)

Termina così il fantastico viaggio dell’Olympia Catania, che esce a testa alta dai play off e dal suo campo, tra gli applausi grati del pubblico e gli abbracci calorosi del suo staff. Ma a nessuno sono sfuggite, e nessuno degli addetti ai lavori hanno lasciato indifferenti, le lacrime di commozione del dopo partita della “signora” del basket Mara Buzzanca, che annuncia ufficialmente il suo ritiro e di aver appena giocato l’ultima gara, di una brillante ed invidiabile carriera a spicchi, modello da seguire per la nuova generazione.

Nulla da rimproverare a questa squadra dopo la sconfitta, ma solo belle parole per una compagine, entrata sottovoce in questo campionato, ed uscita da grande, tra le grandi, e con una serie di risultati positivi che, nonostante le due ultime gare perse in semifinale, lasciano il sorriso sul volto delle protagoniste, dei coach Porchi e Giorgianni, della dirigenza e dei presidenti Melissari e Ferlito, per l’impegno mostrato durante tutta la stagione, per la crescita evidente e per il “cuore”, motore principale di questa Olympia. Due le giocatrici in doppia cifra: top scorer del match con 27 punti la lunga Brezinova, colonna portante di questa gara 2 di semifinale play off, insieme a Buzzanca, gladiatrice e trascinatrice, che ha collezionato 24 punti nel suo bottino personale, terza migliore realizzatrice secondo le statistiche del campionato, subito dopo proprio la sua compagna di squadra ceca, che si trova al numero due.

Primo fischio della coppia arbitrale e la prima palla è di Catania, che apre in avanti, con un botta e risposta tra Buzzanca e Costi, ed è immediato equilibrio. Delibasic mette subito il timbro con una doppia realizzazione, mentre Catania sembra un pò meno precisa in avanti, a differenza delle avversarie. La Vassalli sfrutta ogni palla persa dalle siciliane e lo fa con una velocità e con una percentuale di realizzazione, che mettono in difficoltà sin dai primi minuti l’Olympia, che resta comunque sempre presente e attaccata, ma che non trova mai il guizzo giusto per trovare il sorpasso definitivo sul tabellone. Melissari sblocca un primo momento di stallo della sua squadra, e al rimbalzo, per poi ribaltare in avanti, dove trova il centro di Brezinova, mentre Buzzanca recupera palle importanti in difesa, trasformandole in importanti incursioni in fase offensiva. Ma c’è spesso il ferro tra le mani e la retina per Catania, e sotto le plance sembra Vigarano più cattiva e più presente ai rimbalzi. Si prova più volte dalla distanza a superare la barriera ferrarese, e Melissari trova così la prima delle sue tre triple su assist prezioso di Seino, e dà uno scossone, portando lo score sul 16\17. Catania c’è. Servillo firma il primo sorpasso, ma dura poco, perché Rosier non concede spazio e la Vassalli si porta avanti. Poi ping pong tra una bomba di carattere di Buzzanca, e la risposta immediata di Costi, che chiude il primo parziale sul +3.

Renata Březinová contrastata da Selma Delibašić (foto Giuseppe Maugeri)
Renata Březinová contrastata da Selma Delibašić (foto Giuseppe Maugeri)

Il secondo parte con qualche errore per le ragazze di Ravagni, e con Melissari e Servillo che hanno per qualche istante la meglio sotto le plance, mentre Brezinova lotta nell’1vs1 e si procura falli e tiri a favore. La difesa è meglio piazzata e dalla panchina continuano i cambi. Porchi gioca la pedina Guerri, che su azione personale ottiene la lunetta e mette il canestro del momentaneo pareggio: 24\24. Ma la Vassalli è un caterpillar: prima Bonasia, poi Venzo dalla distanza e Costi in contropiede vanno sul +10. L’Olympia accusa gli slanci vigaranesi, resta al passo, ma fa fatica. Buzzanca lotta e ottiene altri liberi, mentre Guerri accorcia sul 27\33, ma prima Venzo, poi Rosier, tolgono a tratti il respiro alle catanesi, proprio quando vedono sempre di più la luce. Ad ogni mattoncino positivo dell’Olympia risponde un allungo di Vigarano. A circa due minuti dalla pausa lunga, Buzzanca trova la bomba, ne realizzerà 3 su 5; Anechoum la prima delle sue due retine e Brezinova fa ben sperare per l’aggancio fondamentale, ma è sempre la squadra ospite a chiudere in avanti, questa volta ai liberi, su falli delle rossoazzurre, che provano in tutti i modi a mettere pressione al reparto offensivo ospite.

Terzo quarto e Catania ha ancora tutte le carte in mano da giocare per arrivare fino in fondo e girare l’inerzia del match, con lo sperato ribaltone. Dopo qualche errore registrato da entrambe i lati, l’Olympia sembra un po’ più stanca e meno reattiva. Parte male e dopo pochi minuti c’è subito il +10 per Vigarano. Catania barcolla, ma non molla. Melissari lancia in contropiede Buzzanca, mai doma. Poi Brezinova prima, e Seino dopo rispondono alle incursioni di Delibasic e Costi, e hanno la meglio ai rimbalzi in questo frangente. Ma la coppia arbitrale registra falli contro Catania e manda la squadra ospite ancora alla lunetta. A 2,58 dalla terza sirena, Melissari trova la terza bomba del -3, seguita da Brezinova che si avvicina all’aggancio. Ma non basta. La Vassalli perde Rosier per 5 falli, e Anechoum e Servillo trovano centri che accendono gli entusiasmi del pubblico e della panchina.

Si va al rush finale dell’utlimo quarto sul 61\63. Vigarano sfrutta più di prima gli errori di Catania in avanti. Ad ogni riduzione di gap sul tabellone, prima con Buzzanca, poi con Brezinova, Guerri e Seino, fino a portarsi sul 70\73, la Vassalli, con Delibasic e Costi, parte in fuga, tra un contropiede e l’altro, e una tripla e l’altra. Catania non si trova più, e si demoralizza. E non bastano la terza tripla trovata da Buzzanca e le risposte a canestro tempestive di Brezinova, a far sperare di poter prendere le redini del match in mano e cambiare un destino che ormai è segnato.

Un pensiero speciale d’obbligo ed un in bocca al lupo vanno con affetto, ad una delle pedine fondamentali di questo team Enrica Pavia, assente in questi play off, costretta al riposo forzato a causa del brutto infortunio ormai noto, riportato al ginocchio, ma che ha contribuito minuto dopo minuto al successo meritato nel cammino della sua squadra.

Addetto stampa
Maria Luisa Lanzerotti
Olympia 68 Catania

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