U15 Eccellenza. Lo Sport Club Gravina si aggiudica il derby contro il Cus Catania

Prestazione incolore del Cus Catania di Malagò… Il solo Persano non basta per vincere… Il Derby dell’ Etna è del Gravina di Proietto…

Cus Catania: Ferrara 14, Signorello 12, Bellitti, Comis, Sigillo 6, Leonardi 4, Puleio 2, Gambino 2, Persano 14 e Ronza.
All. Laudani – Malagò
Sport Club Gravina: Di Mauro 8, Amato, Musumeci 4, Crisafi 9, Magrì 17, Pezzano, Battaglia 4, Coco, Dinicola 4, Calì 2, Frazzetto 2 e Genovesi 21.
All. Projetto
Parziali: 14-11; 20-26; 12-19; 8-15.

Si conferma stregato per il Cus Catania il derby dell’Etna in Under 15 d’Eccellenza. Contro i pari età dello Sport Club Gravina, i ragazzi di coach Malagò reggono bene solo per metà gara, cedendo sul piano del gioco e del risultato nella seconda parte.
Dopo un primo tempo disputato alla pari, nella ripresa, mollando lentamente ma inesorabilmente, un Cus abulico e povero di idee ha opposto poco ad un avversario senz’altro più maturo, determinato e ricco di mestiere. Un Cus che, specialmente negli ultimi due quarti, è mancato in più occasioni, ben riassunte da alcuni dati. Un deludente 4/23 da fuori, uno sconfortante 0/4 da tre e solo otto palle recuperate nell’arco dell’intera gara, sono numeri che da soli basterebbero a giustificare la sconfitta ma che, al tempo stesso, esaltano la prestazione dell’avversario, senza per ciò sminuirne i meriti.
Un Cus al quale oggi sono anche mancati i punti di Persano, non certo al meglio della condizione, a riprova del fatto che le buone prestazioni del singolo sono pressoché impossibili senza il supporto di tutta la squadra.
Caratterizza l’avvio di gara una buona partenza dei locali, concentrati e ben disposti, che costringono lo Sport Club ad impattare spesso sulla difesa schierata. Dopo 4’ sono così i catanesi a condurre sul 6-1. Gravina non resta a lungo a guardare ed accorcia le distanze. Seguono fasi di gioco in cui le difese prevalgono e il punteggio, di converso, si muove poco. Il quarto si chiude con qualche fiammata d’ambo i lati, preludio di quella che sarà la frazione migliore sul piano dello spettacolo. Nelle prime battute del secondo periodo una difesa catanese meno coperta concede in avvio un break agli avversari che passano in vantaggio. Si riprendono presto però i cusini ed il match prosegue punto a punto, col parziale che danza sempre attorno alla parità. In questa fase sono comunque gli ospiti a mostrare un miglior gioco. Sfruttando meglio gli spazi, giungono al tiro a seguito di buone trame offensive, mentre il Cus sembra preferire il gioco 1vs1, forte delle numerose e riuscite penetrazioni di cui si rendono più volte protagonisti Ferrara e Signorello. Squadre al riposo sul risultato di 34-37, con tutte le premesse per un secondo tempo intenso ed equilibrato, arbitri permettendo. Una coppia arbitrale troppo asimmetrica ed a tratti fiscale fino all’inverosimile ed oltre, sembra volere, come in un’immaginaria lezione di un corso per arbitri, dare continua prova di come si applichino alcune regole di gioco, o se ne disapplichino altre. Alla fine risulterà solo una nota di colore che per fortuna nulla avrà tolto o aggiunto al verdetto del campo.
Al ritorno sul parquet un Cus a fari spenti comincia a subire oltremodo in difesa ed a rimbalzo, senza tuttavia sapersi proporre in modo ordinato in fase offensiva. Coach Malagò chiede la prima sospensione che sembra ristabilire un po’ d’ordine. Ma è solo un’illusione. Non basteranno tutti i timeout a disposizione della panchina catanese a riportare la luce nel gioco del Cus, ora divenuto lento, prevedibile ed per lunghi tratti assente. Né sarà sufficiente a compensare l’imprecisione realizzativa, in occasione di tiri peraltro quasi mai facili, la voglia di non mollare nonostante tutto, che resta forse l’unico merito dei cusini nel secondo tempo. Un merito che ha senz’altro limitato il passivo di fronte ad un Gravina estremamente regolare e preciso, che ha avuto in Magrì il suo uomo migliore, meritevole di aver saggiamente amministrato ogni pallone, segnato e fatto segnare, soprattutto Genovesi, spesso agevolato nel compito dalla difesa dei locali di cui si è detto.
Un Cus troppo discontinuo dovrà presto fare ordine tra le sue fila e ricompattarsi in men che non si dica, se ancora aspira a schiodarsi dall’ottavo posto di classifica, che consentirebbe solo l’accesso ad un proibitivo primo turno di playoff contro la corazzata Bagheria. Sabato prossimo quindi, a San Filippo del Mela contro il Basket Barcellona, per il Cus il primo dei cinque spareggi che porteranno al verdetto finale. Un avversario diretto che vanta due punti in più in classifica, avendo disputato una gara in meno.

G. Ronza
Adetto stampa Cus Catania